“Come chi mira in ciel fisso le stelle” di Gaspara Stampa

Nella splendida cornice di Palazzo Ducale a Genova, per il Festival Internazionale di Poesia 2010, le vincitrici del 3° Premio "Suona la Poesia" ERICA BOSCHIERO e ELSA MARTIN hanno messo in musica e cantato "Come chi mira in ciel fisso le stelle" di Gaspara Stampa

 

Come chi mira in ciel fisso le stelle,
sempre qualcuna nuova ve ne scorge,
che non più vista pria, fra tanti sorge 
chiari lumi del mondo, alme, fiammelle;
mirando fisso l’alte doti e belle
vostre, signor, di qualcuna s’accorge
l’occhio mio nova, che materia porge,
unde di lei si scriva e si favelle.
Ma, sì come non può gli occhi del cielo
tutti, perch’occhio vegga, raccontare
lingua mortal e chiusa in uman velo,
io posso ben i vostri onor mirare,
ma la più parte d’essi ascondo e celo,
perché la lingua a l’opra non è pare.

Rime, XXVI

Rime, XXVI
(Gaspara Stampa Padova 1523 – Venezia 1554)

Arsi, piansi, cantai; piango, ardo e canto;
piangerò, arderò, canterò sempre
(fin che Morte o Fortuna o tempo stempre
a l’ingegno, occhi e cor, stil, foco e pianto)
la bellezza, il valor e ‘l senno a canto,
che ‘n vaghe, sagge ed onorate tempre
Amor, natura e studio par che tempre
nel volto, petto e cor del lume santo:
che, quando viene, e quando parte il sole,
la notte e ‘l giorno ognor, la state e ‘l verno,
tenebre e luce darmi e tormi suole,
tanto con l’occhio fuor, con l’occhio interno,
agli atti suoi, ai modi, a le parole,
splendor, dolcezza e grazia ivi discerno.

 

Piangete, donne, e con voi pianga Amore…

Rime, CLI
(Gaspara Stampa Padova 1523 – Venezia 1554)

Piangete, donne, e con voi pianga Amore,
poi che non piange lui, che m'ha ferita
sì, che l'alma farà tosto partita
da questo corpo tormentato fuore.
E se mai da pietoso e gentil core
l'estrema voce altrui fu essaudita,
dapoi ch'io sarò morta e sepelita,
scrivete la cagion del mio dolore:
"Per amar molto ed esser poco amata
visse e morì infelice, ed or qui giace
la più fidel amante che sia stata.
Pregale, viator, riposo e pace,
ed impara da lei, sì mal trattata,
a non seguir un cor crudo e fugace".