È primavera

È primavera
(Gaio Valerio Catullo Verona 84 a.C. – Roma 54 a.C.)

È primavera, tornano i giorni miti
e la brezza leggera dello zefiro
spegne nel cielo la furia dell’inverno.
Lasciamo i campi della Frigia, Catullo,
le pianure fertili e afose di Nicea;
via in volo per le città luminose dell’Asia.
Irrequieto ti brucia una febbre di andare
e nel desiderio ritrovi la tua forza.
Addio, dolce compagnia di amici:
partiti insieme dalla patria lontana,
ognuno per strade diverse ritorneremo.

Dello stesso autore:
Dobbiamo Lesbia mia vivere, amare
Facciamo così
La delusione
Oh pazzo, basta! Povero Catullo