Ereditiera

Ereditiera
(Gabriella Lazzerini Genova 15/10/1945 – Milano 12/10/2003)

non ho castelli in Perù casette in Canada
quel che possiedo a volte riposa insospettato
il gruzzolo che tengo aumenta ad ogni scambio
posso gridare quanto ho ricevuto

ho ricevuto

da Louise il coraggio di Jo la sua baldanza
l’amore per le storie di terrore e orrore
da Agata con il gusto per misteri perfetti
la virtù dolceamara della diffidenza
da Jane la ragione dove il sentire invade
da Virginia ghinee moltiplicate
da Ivy signorina occhiali nuovi e spietati
dalla divina Emily paesaggi insospettati
vertigini capaci di mostrare l’indicibile
da Annamaria visioni di folli e di folletti
linguaggi alati nati compatendo il dolore
da Gertrude una rara America possibile
la realtà che sconcerta attraverso le parole
da Elsa la grandezza del luogo della madre
potenza smisurata ancora da capire
da Carla il simbolico di un mondo rivoltato
che non è mai più tornato come prima
da Laura che la terra ci domanda l’amore
da Bibi occhi di gatto per scavare parole
da Simone troppo per riuscirlo a dire
da Angeles grandi zie dagli occhi smisurati
da Luisa un discorso che continua
di un mondo da guardare e da donne cambiare
da Lia la forza tenace del desiderio vivo
da altre che la pagina non riesce a ospitare
l’allegria faticosa di vivere e di scrivere.

Gabriella 2001

Della stessa autrice:
Di questi anni chi scriverà la storia
La politica è la politica è la politica

Di questi anni chi scriverà la storia

 Le poesie delle donne

Di questi anni chi scriverà la storia
(Gabriella Lazzerini Genova 15/10/1945 – Milano 12/10/2003)

Di questi anni presenti chi scriverà la storia

adesso il maggior tempo della vita è scorso
e sta nel conto del rinvio importuno
addormentarsi cullata da nostra sorella morte

di questi anni pazienti chi scriverà la storia

non è tracciare un corso di scontri e di conquiste
di masse che si muovono come un unico corpo
di leggi che racchiudono il senso dell’agire

di questi anni sorpresi chi scriverà la storia

oltre e insieme alla mia di molecola affranta
a dir donna è una donna e una donna è una donna
semplice come l’aria preziosa e senza prezzo

di questi anni gioiosi chi scriverà la storia

parola che si scrive guscio corteccia scaglia
spoglia di cuore e pelle d’amore e di vergogna
e ancor di più del palpito che avvicina le stelle

di questi anni intriganti chi scriverà la storia

ti conosco follia da una stagione antica
eri piccola aguzza sapevi di dolore
eri un velo di piombo che allontana le cose

di questi anni affannati chi scriverà la storia

da una parte un’amazzone feroce e inviolabile
al suo posto una larva pallida e senza forza
che fatica resistere in questa altalena

di questi anni perplessi chi scriverà la storia

il mio condor ha le penne ingrigite dal tempo
gli artigli consumati strazia per abitudine
e camminiamo accanto come due vecchi sposi

di questi anni voraci chi scriverà la storia

eppure grazie a lui sono ancora ragazza
mi costringe a cercare l’oro nelle pozzanghere
a sentire la rabbia oltre il cerchio che appaga

di questi anni scomposti chi scriverà la storia

sono sola soltanto nei sogni rassegnati
dove il demonio incalza srotola impedimenti
legge ogni gesto secondo regole d’impotenza

di questi anni ignoranti chi scriverà la storia

siamo un fiume tranquillo che corrode le sponde
che avvolge tutto il globo come il serpente mitico
ma ogni goccia è una e dentro porta l’iride

di questi anni velati chi scriverà la storia

altro bene non ho che la parola attesa
salita dal profondo mista di luce e fango
la scintilla fornace creata dell’incontro

di questi anni aperti chi scriverà la storia.