La Cura

La Cura
(Franco Battiato n. a Riposto, CT il 23/3/1945)

Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce
per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.
Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all’essenza.
I profumi d’amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d’agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
TI salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te…
io sì, che avrò cura di te.

Dello stesso autore:
Il movimento del dare
Povera Patria
Scalo a Grado

Il movimento del dare

  Giornata internazionale della solidarietà umana

Il movimento del dare
(Franco Battiato n. a Riposto, CT il 23/3/1945)
(cantano Fiorella Mannoia n. a Roma il 4/4/1954 e Franco Battiato)

Imparo dalle rose
il movimento del dare
dagli insetti come difendersi e percepire
dagli uccelli come si possa estrarre succo dalle foglie
così parlo a te
che non so chi sei

Abbiamo imparato dalle donne come illudere e conquistare
dai genitori a non rubare
dai bambini a giocare senza porsi limiti
seguendo la nostra visione del mondo

L’allegria ci passa accanto
tra assordanti rumori
abbiamo perso tempo e lacrime
e nella vita a sorridere e sopportare
nelle chiese a non pregare
nelle scuole a non comprendere
e ad ascoltare altre visioni del mondo

Giardini e notti ci attendono di nuovo
nell’anno che verrà l’oscurità non ci fa più paura ormai

Imparo dalle rose
il movimento del dare
dagli insetti come difendersi e percepire

Dello stesso autore: Povera PatriaScalo a Grado

Povera Patria

Povera Patria
(Franco Battiato n. a Riposto, CT il 23/3/1945)

Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos’è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore…
ma non vi danno un po’ di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
si che cambierà, vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po’ da vivere…
La primavera intanto tarda ad arrivare

Scalo a Grado

Scalo a Grado

(Franco Battiato n. a Riposto, CT il 23/3/1945)

 

Ho fatto scalo a Grado
la domenica di Pasqua
gente per le strade
correva andando a messa.
L’aria carica d’incenso
alle pareti le stazioni del calvario
gente fintamente assorta
che aspettava la redenzione dei peccati.
Agnus dei qui tollis peccata
mundi miserere
dona eis requiem.
Il mio stile è vecchio
come la casa di Tiziano a Pieve di Cadore
nel mio sangue non c’è acqua
ma fiele che ti potrà guarire.
Ci si illumina d’immenso
mostrando un poco la lingua
al prete che dà l’ostia
ci si sente in paradiso cantando dei salmi un poco stonati.
Agnus dei qui tollis peccata
mundi miserere
dona eis requiem.

 

(da L’arca di Noé, 1982)