La morte della ragione

La morte della ragione
(Amiri Baraka n. a Newark, Usa il 7/10/1934)

1

La mia rabbia, talvolta,
è talmente brutta, è come se stesse seduta
fuori dalla natura, chiamando anche me
fuori, in qualche freddo vento merdoso
dell’inferno dell’uomo di colore. Le morte preghiere
che mi inaridiscono. Che rifiutano a me
e ai miei simili che camminano
la luce della calma razionale.

I denti del tempo
in una zona temperata. Vento tagliente
che mi strappa il respiro e gli abiti.
Tutta la mia perspicacia se n’è andata, io dissi,
disseccata per fare logica in polvere morbida
di cui ci imbrattiamo il volto per farci trovare
nelle notti quando la luna batte sulle
case, e fantasmi siedono a respirane
il sangue. Queste sono frasi, ordinati
termini logici, capricci del ritmo, perduti
in un bagliore di grazia missionaria.

2

Mio nonno era un omone grosso
che lasciò un cadavere ancor più grosso
quando lo uccisero. Matto
com’era, si aggirava per la città di gesso
di notte, declamando le mie poesie.

Oh, per l’amore di chiunque
da ascoltare per il Dio di chiunque. Io sostengo
che questa non è la condizione generale
dell’uomo. Questa non è
l’agonia e la morte di chiunque.

Mi condussero là nella sua giacchetta accorciata.
Guardavo mentre lo calavano giù. Oh,
dio di Chiunque, faceva un freddo tale, e la pioggia
mi veniva addosso così forte. Ma tirai su la giacca
contro la faccia. E diedi un calcio alla cassa:
e i becchini la lasciarono cadere imprecando.

(Traduzione: Fernanda Pivano)

 

 

La mia rabbia!

 

Questa rabbia che
da tempo sta dentro di me.
E’ stanca di restare chiusa
dentro una pelle
ormai logora avvizzita.
Vorrebbe gridare…gridare forte!
La trattengo e mi stringo dentro
il solito giacchetto di lana nera.
Ormai il mio vestito nero
il mio giacchetto di lana nera
hanno preso le forme
della mia rabbia atavica!
Allaccio l’unico bottone nero
rimasto ciondoloni sul tessuto.
Seguito a scrivere…
le mie persiane sono sempre chiuse!
Solo la luce di una lampada
illumina il mio mare.
Passo dalla notte al giorno
senza capire in che anno siamo.

franca bassi

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Domani

 

Domani 21/04/09
(Artisti uniti per l’Abruzzo, Sugarmusic, 2009)

Gli incassi di questo brano saranno devoluti al Ministero dei Beni Culturali per la ricostruzione delle strutture crollate durante il terremoto che ha colpito l’Aquila il 6 aprile 2009.

Tra le nuvole e i sassi/ passano i sogni di tutti (Ligabue)
passa il sole ogni giorno/ senza mai tardare. (Tiziano Ferro)
Dove sarò domani? (Enrico Ruggeri)
Dove sarò? (Gianni Morandi)
Tra le nuvole e il mare/ c’è una stazione di posta (Franco Battiato)
uno straccio di stella messa lì a consolare (Massimo Ranieri)
sul sentiero infinito (Max Pezzali)
del maestrale (Eugenio Finardi)
Day by day (Zucchero)
Day by day (Cesare Cremonini)
hold me/ shine on me. (Zucchero)
shine on me (Cesare Cremonini)
Day by day save me shine on me (Zucchero, Carmen Consoli, Mauro Pagani, Cesare Cremonini, Eugenio Finardi)
Ma domani, domani,/ domani, lo so (Francesco Renga)
Lo so che si passa il confine, (Roberto Vecchioni)
E di nuovo la vita (Mauro Pagani)
sembra fatta per te (Giuliano Palma)
e comincia (Elio)
domani (Elio e Le Storie Tese, Vittorio Cosma)
domani è già qui (Jovanotti)

rap 1 Estraggo un foglio nella risma nascosto
scrivo e non riesco forse perché il sisma m’ha scosso (Caparezza)

rap 2 Ogni vita che salvi, ogni pietra che poggi, fa pensare a domani ma puoi farlo solo oggi (Frankie Hi NRG)

e la vita la vita si fa grande così (Gianluca Grignani)
e comincia domani (Giuliano Sangiorgi)
Tra le nuvole e il mare si può fare e rifare (Claudio Baglioni)
con un pò di fortuna (Ron)
si può dimenticare. (Luca Carboni)
Dove sarò (Baustelle)
domani? Dove sarò? (Samuele Bersani e Baustelle)
oh oh oh (coro: Carmen Consoli, Antonella Ruggiero, Alioscia, Pacifico, Mango, Massimo Ranieri, Bluvertigo, Nek, Giuliano Palma, Antonello Venditti, Roberto Vecchioni, Albano)

rap 3 Dove sarò domani che ne sarà dei miei sogni infranti, dei miei piani/ Dove sarò domani, tendimi le mani, tendimi le mani (Marracash)

Tra le nuvole e il mare
si può andare e andare (Laura Pausini)
sulla scia delle navi
di là del temporale (Carmen Consoli)
e qualche volta si vede (Nek)
domani (Antonello Venditti)
una luce di prua (Nek)
e qualcuno grida: Domani (Antonello Venditti)

rap 4 Come l’aquila che vola
libera tra il cielo e i sassi siamo sempre diversi e siamo sempre gli stessi
hai fatto il massimo e il massimo non è bastato e non sapevi piangere e adesso
che hai imparato non bastano le lacrime ad impastare il calcestruzzo
eccoci qua cittadini d’Abruzzo
e aumentano d’intensità le lampadine una frazione di
secondo prima della finee la tua mamma,
la tua patria da ricostruire,
comu le scole, le case e specialmente lu core
e puru nu postu cu facimu l’amore (Jovanotti, J Ax, Fabri Fibra e in chiusura Sud Sound System)

non siamo così soli (Giuliano Sangiorgi)
a fare castelli in aria (J Ax e Fabri Fibra)
non siamo così soli (Giuliano Sangiorgi)
sulla stessa barca (J Ax , Fabri Fibra)
non siamo così soli (Giorgia)
a fare castelli in aria (J Ax e Fabri Fibra)
non siamo così soli (Giorgia)
a stare bene in Italia (J Ax e Fabri Fibra)
sulla stessa barca (J Ax)
a immaginare un nuovo giorno in Italia (Giorgia, Giusy Ferreri, Dolcenera, Mario Venuti, Jovanotti, J Ax, Fabri Fibra)
Tra le nuvole e il mare si può andare, andare
Sulla scia delle navi di là dal temporale (Piero Pelù)
Qualche volta si vede una luce di prua e qualcuno grida, domani (Morgan)
Non siamo così soli (Giorgia, Mario Venuti, Giusy Ferreri, Dolcenera, Giuliano Sangiorgi)

(tromba solo di Roy Paci)

Domani è già qui
Domani è già qui (Jovanotti, Marracash, FabriFibra, J Ax)

(Assolo violino Mauro Pagani)

Ma domani domani, domani lo so, lo so, che si passa il confine (Gianna Nannini)
E di nuovo la vita sembra fatta per te e comincia (Elisa) domani (Sud Sound System)
Tra le nuvole e il mare, si può fare e rifare
Con un pò di fortuna si può dimenticare (Manuel Agnelli Afterhours)
E di nuovo la vita, sembra fatta per te (Mango)
E comincia (Niccolò Fabi)

(coro finale)
domani
E domani domani, domani lo so
Lo so che si passa il confine
E di nuovo la vita sembra fatta per te
E comincia domani

(Manuel Agnelli, Dolcenera, Zucchero, Niccolò Fabi, Pacifico, Giusy Ferreri, Alioscia, Pacifico, Max Pezzali, Caparezza, Niccolò Agliardi, Luca Carboni, Roy Paci, Tricarico, Ron, Giuliano Sangiorgi, negramaro, Negrita, Giorgia, Francesco Renga, Malika Ayane, Laura Pausini, Morgan, Jovanotti, Massimo Ranieri, Nek, Enrico Ruggeri, Piero Pelù, Antonello Venditti, Roberto Vecchioni, Carmen Consoli, Mango, Cesare Cremonini, Saturnino)

Domani è già qui, domani è già qui (Jovanotti).

 

 

 

 


Vorrei poter cantare anch’io, ma sono stonata, posso solo donare le mie parole per la terra d’Abruzzo.

Il Drago cattivo si è di nuovo svegliato.
Dalle viscere infuocate della terra vuole uscire.
La sua lunga coda arsa dalla lava
sembra un serpentone impazzito
si dimena si contorce dal dolore
la lava ribolle!
arde la sua carne ormai piagata dal calore
il Drago non ha pace
non riesce a riposare i suo brandelli di pelle doloranti
spacca ferisce la crosta terrestre per uscire
con la sua forza modifica il livello dei mari
devia i piccoli fiumi spariscono i laghi
cadono dai monti grandi massi
dove passa tutto sopra di lui fa crollare
Alcune case stanche di tutto quel tremore
sono tristi si abbandonano
alla furia del Drago cattivo
vogliono morire!
Si arrendono lasciano cadere al suolo
le ultime pietre antiche.
franca bassi

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Era bello la mattina
aprire la finestra per vedere
i tetti antichi e uno spicchio di cielo
sentire l’aria fresca dei monti
che sollevava con delicatezza
le tendine di lino bianco
fatte dalle mie mani con amore.
Il rosone mi ricordava la tua chiesa.
Sei nel mio cuore
piccolo borgo antico.
I tuoi vicoli stretti
pieni di voci antiche
la fontanella di acqua gelida
quell’odore nell’aria di legna
e di pane appena fatto.
Ricordo ancora la nonnina
che se ne stava seduta
sul gradino di pietra consumato
era piccola…piccola
nel suo abito nero
che si era fatto largo sul suo corpo
mi sorrideva sempre
e mi seguiva con il suo sguardo mesto
mentre lasciava scorrere
nelle sue mani antiche
il suo rosario di legno consumato.
Chissà! se la statua di legno
della Madonna dormiente
col terremoto s’ è svegliata?
Tornerò un giorno da te piccolo borgo
e cercherò nei tuoi vicoli
la mia fanciulezza i miei ricordi.

franca bassi
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Gran Sasso

Nei boschi del Piccolo Tibet
ho visto volare le aquile.
Quando la neve si scioglie
spuntano chiazze verdi
tenere foglioline a forma di cuore
gli ‘orapi’ il pasto preferito
delle mie fate supreme.
Appena il sole scalda la terra
e le valli si mantano di verde
tra le pietre appaiono gocce di cielo blu.
La genziana e le piccole orchidee
pavoneggiano nella loro bellezza.
Con questi ricordi
dobbiamo tornare a volare.

franca bassi

Il mio fiato…

Quando soffia il vento
dalla grande montagna
e la pioggia si ghiaccia
la temperatura scende repentinamente
tutto intorno gela.
Ho visto le mie mani diventare viola
le ossa spaccarsi dal dolore
il mio fiato dal freddo si fa fumo.
Non c’è legna sufficiente
che può donare un sano tepore alla pelle.
Le capanne di tela azzurra
si raffredderanno ancora.
I nostri fratelli patiranno
solo il loro coraggio il grande amore
li aiuterà a superare le avversità.
Conteranno i minuti… le ore…i giorni
nel silenzio della notte
resteranno stretti nelle loro braccia
piangeranno silenziosi i loro cari,
e chiederanno a Dio la forza
di tornare a viviere.

franca bassi

Ferite dell’anima

Alcune ferite guariranno
tante ci vorrà del tempo
altre marciranno
e ci saranno ferite
che sanguineranno per sempre.
Capanne azzurre

Quanta tristezza ho nel cuore,
quante luci intorno si sono spente.
Guardo ammutolita…
divento un’Aquila Reale
scendo dalla cima innevata del Piccolo Tibet,
tutto intorno…fino a valle vedo solo macerie
e tante capanne di tela azzurra
sembra un prato di piccole genziane campestri.
Un Drago cattivo dal sottosuolo
si è svegliato… ha ruggito
quasi un lungo ululato…la terra ha tremato.
Il Drago cattivo con odio
ha lanciato a valle pugni di pietre
alcune si sono sbriciolate
altre si sono posate con rabbia!
altre come fuscelli
di paglia portati lontano dal vento.
Una nuvola di tulle grigio
ha ovattato il pianto il lamento
di chi cerca un ricordo…chi cerca un figlio
chi cerca una vita che non c’è più.
Mi fermo su una rupe lascio le mie piume,
un nodo si ferma nella mia gola secca!
scendono silenziose le lacrime
un grido…ancora un grido…poi silenzio!
Un lungo sibilo un gran fragore
porta con se tutta la vita.
Intorno si sente puzza di morte.
Un brivido…una carezza sulla pelle
poi il buio…il freddo…ancora freddo!
Anche i ricordi si addormentano,
nella mente torna un piccolo sogno
di quando ancora fanciulla
in primavera correvo felice sui prati.
franca bassi