Coniugale

Coniugale
(Fernanda Romagnoli Roma 5/11/1916 – Roma 9/6/1986)

E affacciati guardando fluttuare
questa frangia di sera sui palazzi,
che di sprazzi vermigli ci colora
polene da balcone
fianco a fianco per vizio coniugale:
che cosa, strenuamente,
resiste in noi – che cosa, più reale
di quello che tentammo
o che insieme sbagliammo dall’inizio
sale dal fondo e ci annaspa nella mente
per attestare ch’è vera, che esiste,
ch’è nostra come un figlio anche malvagio
è nostro, come la vita – anche se sanguina
chinandosi come quest’aria in questa sera?

(Da: Il tredicesimo invitato, 1980)

Della stessa autrice: Bugia e veritàCristallo di roccaIl tredicesimo invitato

Bugia e verità

Bugia e verità
(Fernanda Romagnoli Roma 5/11/1916 – Roma 9/6/1986)

Sguardo colto in flagranza di bugia!
Fra il velario dei cigli, alle pupille
che tentavano fughe chiesi conto
dei deliri, dei sogni, delle stelle.

Se m’avesse addolcito una pietà.
Gli avessi dato scampo in un sorriso,
fra i tenui ragni delle rughe… ma,
cuore, la tua smania di verità!

Della stessa autrice: Il tredicesimo invitato

Il tredicesimo invitato

Il tredicesimo invitato
(Fernanda Romagnoli Roma 5/11/1916 – Roma 9/6/1986)

Grazie – ma qui che aspetto?
Io qui non mi trovo. Io fra voi
sto come il tredicesimo invitato,
per cui viene aggiunto un panchetto
e mangia nel piatto scompagnato.
E fra tutti che parlano – lui ascolta.
Fra tante risa – cerca di sorridere.
Inetto, benché arda,
a sostenere quel peso di splendori,
si sente grato se alcuno casualmente
lo guarda. Quando in cuore
si smarrisce atterrito "Sto per piangere!".
E all’improvviso capisce
che siede un’ombra al suo posto:
che – entrando – lui è rimasto chiuso fuori.