Garùa (Pioviggina 1943)

Garùa (Pioviggina 1943)
(Enrique Cadícamo Luján, Argentina 15/7/1900 – Buenos Aires, Argentina 3/12/1999)

Che notte piena di astio e di freddo!
Il vento porta uno strano lamento.
La notte sembra un pozzo di ombre;
ed io cammino lentamente tra le ombre.
nel frattempo pioviggina
e sento le sue spine nel mio cuore…
In questa notte tanto fredda e tanto mia,
pensando sempre la stessa cosa, sprofondo
anche se vorrei strapparla,
rifiutarla e dimenticarla,
la ricordo ancor di più…

Pioviggina…
Solo e triste sul marciapiede
va questo cuore affranto,
come una casa abbandonata…
Sentendo il tuo gelo,
perché quella con il suo oblio
oggi le ha aperto una ferita…
Perduto
come un folletto che nell’ombra
più la cerca e più la nomina…
Pioviggina…
Tristezza…
Perfino il cielo si è messo a piangere!

Che notte piena di astio e di freddo!
Non si vede nessuno all’angolo.
sulla strada, la fila di luci
lustra l’asfalto con una luce morente.

E io sono come uno scarto,
sempre solo,
sempre in disparte,
ricordandoti.
Le gocce cadono nella pozzanghera della mia anima;
fino alle ossa inzuppato e gelato.
E umiliando questo tormento
il vento passa ancora
trascinandomi…