Notti selvagge – Notti selvagge!

J249 (1861) / F269 (1861)
(Emily Dickinson Amherst, USA 10/12/1830 – Amherst, USA 15/5/1886)

Notti selvagge – Notti selvagge!
Fossi io con te
Notti selvagge sarebbero
La nostra voluttà!

Futili – i venti –
Per un Cuore in porto –
Via il Compasso –
Via la Mappa!

Vogare nell’Eden –
Ah, il Mare!
Potessi soltanto ormeggiare – stanotte –
In te!

Della stessa autrice:
Com’è felice la Pietruzza…I mattini sono più miti di com’erano…I Sogni sono l’elusiva Dote…Il mio Nemico sta invecchiando…Il Passato è una così curiosa Creatura…Il tempo passa…Incapaci sono gli Amati di morire…Io credo che la vita per chi osa tentare…L’acqua, è insegnata dalla sete…L’amore ci sta stretto, come altre cose…La Mente vive del Cuore…Non bisogna essere una camera…Non c’è Vascello che eguagli un Libro…Quando la Notte è quasi conclusa…Sa come dimenticare…Se la mia barca sprofondò nel mare…Se potrò bloccare un Cuore dallo spezzarsi…Se tu venissi in Autunno…Temo un Uomo dall’Eloquio frugale…Tra la forma della Vita e la Vita…Un po’ di Follia in Primavera…Una parola è morta, quando è detta…Vederla è un Quadro…

Un po’ di Follia in Primavera…

  Giornata Mondiale della Poesia

J1333 (1875) / F1356 (1875)
(Emily Dickinson Amherst, USA 10/12/1830 – Amherst, USA 15/5/1886)

Un po’ di Follia in Primavera
È salutare persino per un Re,
Ma Dio sia con il Clown –
Che considera questa formidabile scena –
Questo totale Esperimento di Verde –
Come se fosse suo!

Della stessa autrice:
Com’è felice la Pietruzza…
I mattini sono più miti di com’erano…
I Sogni sono l’elusiva Dote…
Il mio Nemico sta invecchiando…
Il Passato è una così curiosa Creatura…
Il tempo passa…
Incapaci sono gli Amati di morire…
Io credo che la vita per chi osa tentare…
L’acqua, è insegnata dalla sete…
L’amore ci sta stretto, come altre cose…
La Mente vive del Cuore…
Non bisogna essere una camera…
Non c’è Vascello che eguagli un Libro…
Quando la Notte è quasi conclusa…
Sa come dimenticare…
Se la mia barca sprofondò nel mare…
Se potrò bloccare un Cuore dallo spezzarsi…
Se tu venissi in Autunno…
Temo un Uomo dall’Eloquio frugale…
Tra la forma della Vita e la Vita…
Una parola è morta, quando è detta…
Vederla è un Quadro…

I mattini sono più miti di com’erano…

J12 (1858) / F32 (1858)
(Emily Dickinson Amherst, USA 10/12/1830 – Amherst, USA 15/5/1886)

I mattini sono più miti di com’erano –
Le noci stanno diventando marroni –
La guancia della bacca è più paffuta –
La Rosa è fuori città.

L’Acero indossa una sciarpa più gaia –
Il campo una veste scarlatta –
Per non essere fuori moda
Mi metterò un ciondolo.

Della stessa autrice: Com’è felice la Pietruzza…I Sogni sono l’elusiva Dote…Il mio Nemico sta invecchiando…Il Passato è una così curiosa Creatura…Il tempo passa…Incapaci sono gli Amati di morire…Io credo che la vita per chi osa tentare…L’acqua, è insegnata dalla sete…L’amore ci sta stretto, come altre cose…La Mente vive del Cuore…Non bisogna essere una camera…Non c’è Vascello che eguagli un Libro…Quando la Notte è quasi conclusa…Sa come dimenticare…Se la mia barca sprofondò nel mare…Se potrò bloccare un Cuore dallo spezzarsi…Se tu venissi in Autunno…Temo un Uomo dall’Eloquio frugale…Tra la forma della Vita e la Vita…Una parola è morta, quando è detta…Vederla è un Quadro…

Saper osare

Io credo che la vita per chi osa tentare
Possa essere una gioia
Quale non è in mio potere d’intendere
Né di attestare con le labbra.
Io credo che potrebbe dilatarsi
Il mio cuore di prima, finché l’altro
Mi apparisse come la breve riva
Al confronto del mare.
Io credo che ogni giorno potrebbe essere
Come un’investitura
E la pompa regale esser più facile
Di uno stile minore.
Non la triste apprensione che un cambiamento avvenga,
nessun’ombra sul fiore,
nessun trasalimento per l’orecchio dell’ansia
né fallimento, né condanna,
ma certezze solari,
la piena estate della mente,
perenne Sud dell’anima,
remota ormai la sua era glaciale.

— EMILY DICKINSON —

immagine dal web

Temo un Uomo dall’Eloquio frugale…

J543 (1862) / F663 (1863)
(Emily Dickinson Amherst, USA 10/12/1830 – Amherst, USA 15/5/1886)

Temo un Uomo dall’Eloquio frugale –
Temo un Uomo Silenzioso –
L’Arringatore – posso sovrastare –
O il Chiacchierone – intrattenere –

Ma Colui che pondera – Mentre gli Altri –
Spendono fino all’ultima sterlina –
Di quest’Uomo – diffido –
Temo che sia un Grande –

Della stessa autrice: Com’è felice la Pietruzza…I Sogni sono l’elusiva Dote…Il mio Nemico sta invecchiando…Il Passato è una così curiosa Creatura…Il tempo passa…Incapaci sono gli Amati di morire…L’acqua, è insegnata dalla sete…L’amore ci sta stretto, come altre cose…La Mente vive del Cuore…Non bisogna essere una camera…Non c’è Vascello che eguagli un Libro…Quando la Notte è quasi conclusa…Sa come dimenticare…Se la mia barca sprofondò nel mare…Se potrò bloccare un Cuore dallo spezzarsi…Se tu venissi in Autunno…Tra la forma della Vita e la Vita…Una parola è morta, quando è detta…Vederla è un Quadro…

Incapaci sono gli Amati di morire…

J809 (1864) / F951 (1865)
(Emily Dickinson Amherst, USA 10/12/1830 – Amherst, USA 15/5/1886)

Incapaci sono gli Amati di morire
Perché l’Amore è Immortalità,
Anzi, è Deità –

Incapaci coloro che amano – di morire
Perché l’Amore trasforma la Vitalità
In Divinità.

Della stessa autrice: Com’è felice la Pietruzza…I Sogni sono l’elusiva Dote…Il mio Nemico sta invecchiando…Il Passato è una così curiosa Creatura…Il tempo passa…L’acqua, è insegnata dalla sete…L’amore ci sta stretto, come altre cose…La Mente vive del Cuore…Non bisogna essere una camera…Non c’è Vascello che eguagli un Libro…Quando la Notte è quasi conclusa…Sa come dimenticare…Se la mia barca sprofondò nel mare…Se potrò bloccare un Cuore dallo spezzarsi…Se tu venissi in Autunno…Tra la forma della Vita e la Vita…Una parola è morta, quando è detta…Vederla è un Quadro…

Non bisogna essere una camera…

J670 (1862) / F407 (1862)
(Emily Dickinson Amherst, USA 10/12/1830 – Amherst, USA 15/5/1886)

Non bisogna essere una camera – per essere Infestati –
Non bisogna essere una Casa –
Il Cervello – ha Corridoi che vanno al di là
Di un Luogo Materiale –

Assai più sicuro a Mezzanotte – incontrare
Un Fantasma Esterno –
Che con uno Interiore – confrontare –
Quel più freddo – Ospite –

Assai più sicuro, attraverso un’Abbazia – galoppare –
Da Pietre inseguiti –
Che senza luna – nel proprio Io imbattersi –
In un luogo solitario –

Il nostro Io – dietro di Noi – Celato –
Ci dovrebbe spaventare – al massimo grado –
L’Assassino – nascosto nel Nostro Appartamento –
Degli Orrori essere il minore –

Il Prudente – ha con sé una Rivoltella –
Spranga la Porta –
E non vede uno Spettro Superiore –
Più vicino –

Della stessa autrice: Com’è felice la Pietruzza…I Sogni sono l’elusiva Dote…Il mio Nemico sta invecchiando…Il Passato è una così curiosa Creatura…Il tempo passa…L’acqua, è insegnata dalla sete…L’amore ci sta stretto, come altre cose…La Mente vive del Cuore…Non c’è Vascello che eguagli un Libro…Quando la Notte è quasi conclusa…Sa come dimenticare…Se la mia barca sprofondò nel mare…Se potrò bloccare un Cuore dallo spezzarsi…Se tu venissi in Autunno…Tra la forma della Vita e la Vita…Una parola è morta, quando è detta…Vederla è un Quadro…

Com’è felice la Pietruzza…

J1510 (1881) / F1570 (1882)
(Emily Dickinson Amherst, USA 10/12/1830 – Amherst, USA 15/5/1886)

Com’è felice la Pietruzza
Che gironzola da sola per la Strada,
E non si cura di Carriere
E di Esigenze non ha mai paura –
Il cui Manto di un Bruno elementare
Un Universo di passaggio conferì,
E indipendente come il sole
Si associa o da sola brilla,
Adempiendo a un Decreto assoluto
In casuale semplicità –

Della stessa autrice: I Sogni sono l’elusiva Dote…Il mio Nemico sta invecchiando…Il Passato è una così curiosa Creatura…Il tempo passa…L’acqua, è insegnata dalla sete…L’amore ci sta stretto, come altre cose…La Mente vive del Cuore…Non c’è Vascello che eguagli un Libro…Quando la Notte è quasi conclusa…Sa come dimenticare…Se la mia barca sprofondò nel mare…Se potrò bloccare un Cuore dallo spezzarsi…Se tu venissi in Autunno…Tra la forma della Vita e la Vita…Una parola è morta, quando è detta…Vederla è un Quadro…

Vederla è un Quadro…

J1568 (1883) / F1597 (1883)
(Emily Dickinson Amherst, USA 10/12/1830 – Amherst, USA 15/5/1886)

Vederla è un Quadro –
Ascoltarla è una Musica –
Conoscerla un’Intemperanza
Innocente come Giugno –
Non conoscerla – Afflizione –
Averla come Amica
Un calore così vicino come se il Sole
Ti brillasse in Mano –

Della stessa autrice: I Sogni sono l’elusiva Dote…Il mio Nemico sta invecchiando…Il Passato è una così curiosa Creatura…Il tempo passa…L’acqua, è insegnata dalla sete…L’amore ci sta stretto, come altre cose…La Mente vive del Cuore…Non c’è Vascello che eguagli un Libro…Quando la Notte è quasi conclusa…Sa come dimenticare…Se la mia barca sprofondò nel mare…Se potrò bloccare un Cuore dallo spezzarsi…Se tu venissi in Autunno…Tra la forma della Vita e la Vita…Una parola è morta, quando è detta…

La Mente vive del Cuore…

J1355 (1876) / F1384 (1875)
(Emily Dickinson Amherst, USA 10/12/1830 – Amherst, USA 15/5/1886)

La Mente vive del Cuore
Come qualsiasi Parassita –
Se quello è colmo di Cibo
La Mente è grassa –

Ma se il Cuore si astiene
Deperisce l’Ingegno –
Il suo Alimento
Così assoluto.

Della stessa autrice: I Sogni sono l’elusiva Dote…Il mio Nemico sta invecchiando…Il Passato è una così curiosa Creatura…Il tempo passa…L’acqua, è insegnata dalla sete…L’amore ci sta stretto, come altre cose…Non c’è Vascello che eguagli un Libro…Quando la Notte è quasi conclusa…Sa come dimenticare…Se la mia barca sprofondò nel mare…Se potrò bloccare un Cuore dallo spezzarsi…Se tu venissi in Autunno…Tra la forma della Vita e la Vita…Una parola è morta, quando è detta…