E’ la luna

E’ la luna
(Emily Brontë Thornton, Regno Unito 30/7/1818 – Haworth, Regno Unito 19/12/1848)

E’ la luna una luna d’estate
quieta silenziosa e chiara
l’ora solenne di mezzanotte
diffonde dolci pensieri ovunque

Ma più che altrove là dove gli alberi
innalzano rami dolci di brezza
o piegano a terra le fronde
e offrono un sicuro rifugio

E là in quei liberi pergolati
giace una forma armoniosa
erba verde e fiori umidi di rugiada
dolci ondeggiano attorno al viso.

Io sono l’unica il cui destino

Io sono l’unica il cui destino
(Emily Brontë Thornton, Regno Unito 30/7/1818 – Haworth, Regno Unito 19/12/1848)

Io sono l’unica il cui destino
lingua non indaga, occhio non piange;
non ho mai causato un cupo pensiero,
né un sorriso di gioia, da quando sono nata.

Tra piaceri segreti e lacrime segrete,
questa mutevole vita mi è sfuggita,
dopo diciott’anni ancora così solitaria
come nel giorno della mia nascita.

E vi furono tempi che non posso nascondere,
tempi in cui tutto ciò era terribile,
quando la mia triste anima perse il suo orgoglio
e desiderò qualcuno che l’amasse.

Ma ciò apparteneva ai primi ardori
di sentimenti poi repressi dal dolore;
e sono morti da così lungo tempo
che stento a credere siano mai esistiti.

Prima si dissolse la speranza giovanile,
poi svanì l’arcobaleno della fantasia;
infine l’esperienza mi insegnò che mai
crebbe in un cuore mortale la verità.

Era già amaro pensare che l’umanità
fosse insincera, sterile, servile;
ma peggio fu fidarmi della mia mente
e trovarvi la stessa corruzione.