Africa mia, fino a quando?

  Giornata internazionale della nonviolenza

Africa mia, fino a quando?
(Elisa Kidane n. a Segheneiti, Eritrea il 24/12/1956)

Africa mia,
fino a quando dovrò sentire
i tuoi singhiozzi?
Africa mia,
fino a quando dovrò vedere
il sangue dei tuoi figli?
Fino a quando dovrò sopportare
che la tua mano tremante e scarna
si tenda a chiedere
quello che impunemente ti hanno sottratto,
quello che per diritto ti appartiene?
Africa mia, fino a quando?
Fino a quando lascerai che siano gli altri
a programmare, a decidere,
a fare “progetti” in casa tua?
Africa dai mille volti,
dai sogni infranti, dalle speranze deluse.
Africa mia,
fino a quando dovrai sopportare che fame e guerra,
violenza e oppressione siano sinonimi del tuo nome?
Fino a quando permetterai che sempre
parlando di te scrollino la testa
in segno di commiserazione?
Africa mia,
dovrai aspettare ancora molto
perché i tuoi figli riprendano a governare,
come facevano tantissimi anni orsono,
dove il rispetto dell’uomo era legge,
dove il bambino era speranza,
dove il giovane era promessa,
dove l’anziano era saggezza,
dove la donna era sicurezza?
Africa mia,
risveglia il tuo ruggito di nobiltà e fierezza
che caratterizzava i tuoi antenati,
scuotiti di dosso il guinzaglio d’oro
ma sempre catena
che il mondo cosiddetto “tecnicamente avanzato”
ti ha posto al collo per domare i tuoi fremiti
di leonessa ferita.
Africa mia,
fa risuonare il tuo vecchio tamtam
per convocare tutti i popoli africani
sotto un’unica bandiera.
Solidarietà sotto un unico motto.
Liberazione sotto un unico diritto.
Equa spartizione dei beni mondiali
sotto un unico ideale: PACE.