Ad una ninfa

Ad una ninfa
(Elena Bono Sonnino, LT 29/10/1921 – Lavagna, GE 26/2/2014)

Certo dalla notte soltanto potevi nascere tu, così bianca.
solo da un lungo soffrire di tenebre, nivale serenità
che non racchiudi profumo
ma poche gocce, gelide come silenzio lunare,
cui non sovviene da quale cielo siano cadute.
quanti veli dell’anima lacerati
prima di scorgere te, intatta verginità,
appena sfiorate le acque,
come nube che attratta dal proprio sguardo
che la contempla dal lago
sia immobilmente discesa
ed ora in se stessa riposa, senza saperlo.

(Da: I Galli Notturni, 1952)

Della stessa autrice: Dalla betulla si effondePioggia in una notte d’inverno

Dalla betulla si effonde

Dalla betulla si effonde
(Elena Bono Sonnino, LT 29/10/1921 – Lavagna, GE 26/2/2014)

Dalla betulla si effonde oscurità nel cielo e sulla terra.
Forse la sera vi è rimasta tutto il giorno nascosta
per sfuggire alla luce
aprendo gli occhi, invano, a vedere se stessa,
spaurita e percossa da un rombo sconosciuto:
la voce del fiume o il vento tra le montagne o il suo cuore.
Ma a poco a poco ciò che si ignora non fa più male;
così semplice era tutto: chiudere gli occhi e guardare.
Il tempo che lacerava il suo cuore è ora un immobile
sogno ed ha un attimo solo.

(Da: I Galli Notturni, 1952)

Della stessa autrice: Pioggia in una notte d’inverno

Pioggia in una notte d’inverno

Pioggia in una notte d’inverno
(Elena Bono Sonnino, LT 29/10/1921 – Lavagna, GE 26/2/2014)

Con grave abbandono la pioggia discende dal cielo,
avvolge le case le piante tutta la terra.
Per quanto è grande la notte, possiede lo spazio

e senza destare il silenzio, in esso fluisce:
liberazione di pene eternamente taciute.
Che nuovo incanto giacere al buio, senza timore
e nel tepore dei miei pensieri
stringermi tenacemente a me stessa
prima che il sonno me ne conduca lontano,
dove, così stranamente, è facile abbandonare ogni cosa
senza sapere di poterla mai ritrovare.

(Da: I Galli Notturni, 1952)