Mio tu. Mia sete. Mia attesa

Mio tu. Mia sete. Mia attesa
(Eduardo Carranza Villavicencio, Colombia 23/7/1913 – Bogotà, Colombia 13/2/1985)

Mio tu. Mia sete. Mia attesa. Mio ti amo.
Coltello e ferita che lo racchiude.
La risposta che aspetto quando chiamo.
La mia mela del cielo e della terra.
Mio per sempre e mio mai. Mia acqua leggera,
sonora e azzurra. Mio amore e mio simbolo.
La pelle infinita. La rosa folle.
Il giardino emaciato che mi sogna.
Stellare insonnia. Quello che mi manca.
La mela ancora. La sete. La seta.
Il mio cuore senza uso di ragione:
mi manchi tanto in questa lontananza,
ogni sera, ogni notte, ogni giorno,
proprio come se mi mancasse il cuore.

(Da: El Olvidado, 1949)