Il calice dell’amore

Il calice dell’amore
(Delmira Agustini Montevideo, Uruguay 24/10/1886 – Montevideo, Uruguay 6/7/1914)

Inebriamoci, uniti nell’insigne calice!
Raro liquore in offerta alle nostre anime,
rivelino le mie rose la regia frescura
all’ombra indelebile dei tuoi palmi!

Fosti tu, nella silente tomba delle ore
a destare la mia anima assopita;
a te il primo sangue della mia vita,
nelle coppe di luce delle mie aurore!

Ah! La tua voce, a ornare d’oro
i miei tenebrosi silenzi; tu rompesti
il gran filo di perle del mio pianto,
all’alba dischiudesti il mio orizzonte.

Per te, nel mio levante oscuro, l’aurora
distese il rosato fremito del suo tulle,
tanto che ora, nelle ombre della vita,
spalanco l’anima come un cielo azzurro.

Ah, mi sento aprire come una rosa!
Vieni a suggere i miei regali mieli:
sono, dell’amor, la coppa sfarzosa
che si poserà tra le tue divine mani.

Il calice innalza il suo splendore di fiamma…
Che sortilegio nelle tue mani sarebbe!
La sua misteriosa delicatezza reclama
dita di fantasia e labbra di armonia.

Prendilo, che nella gloria s’indori
l’idillio di luce delle nostre anime;
le rose della mia aurora si velano
all’ombra indelebile dei tuoi palmi!