Il respiro del mondo

Il respiro del mondo
(Clarice Lispector Čečel’nyk, Ucraina 10/12/1920 – Rio de Janeiro, Brasile 9/12/1977)

Tra due note musicali esiste una nota,
tra due fatti esiste un fatto,
tra due granelli di sabbia, per quanti uniti,
esiste un intervallo di spazio,
esiste un sentire che sta in mezzo al sentire,
negli interstizi della materia primordiale
passa la linea di mistero e di fuoco
che è il respiro del mondo,
e il respiro continuo del mondo è ciò che noi udiamo
e chiamiamo silenzio

Della stessa autrice: Non ti amo piùSento Saudade

Non ti amo più

Non ti amo più
(Clarice Lispector Čečel’nyk, Ucraina 10/12/1920 – Rio de Janeiro, Brasile 9/12/1977)

Non ti amo più.
Starei mentendo dicendo che
Ancora ti voglio come sempre ti ho voluto.
Ho la certezza
Che nulla è stato invano
Non potrei mai dire che
Alimento un grande amore.
Sento ogni volta di più che
Già ti ho dimenticato!
E mai userò la frase
Io ti amo!
Sento, ma devo dire la verità
È troppo tardi.

(Poesia da leggere anche dal basso verso l’alto)

Della stessa autrice: Sento Saudade

Sento Saudade

Sento Saudade
(Clarice Lispector Čečel’nyk, Ucraina 10/12/1920 – Rio de Janeiro, Brasile 9/12/1977)

Sento saudade di tutto ciò che segnò la mia vita
Quando vedo ritratti, quando sento profumi,
quando ascolto una voce, quando mi ricordo del passato,
sento saudade…

Sento saudade de amici che non vidi mai più,
di persone con le quali non parlai più o incrociai…

Sento saudade della mia infanzia,
del mio primo amore, del mio secondo, del terzo,
del penultimo e di quelli che ancora avrò, se Dio vorrà…

Sento saudade del presente,
che non mi godei tutto,
ricordando il passato
e scommettendo sul futuro…

Sento saudade del futuro,
che se idealizzato,
probabilmente non sarà come io penso che sarà…

sento saudade di chi mi lasciò e di chi io lasciai!
de chi mi disse che sarebbe tornato
e non apparve;
di chi apparve correndo,
senza conoscermi bene,
di chi non avrò mai l’opportunità di conoscere.

Sento saudade di coloro che se ne sono andati e di chi non mi disse addio

Di quelli che non ebbero modo
di dirmi addio;
della gente che passò sul marciapiede opposto della mia vita
e che solo ne vidi un assaggio!

Sento saudade delle cose che ho avuto
e delle altre che mai ebbi
ma che volevo molto avere!

Sento saudade delle cose
che nemmeno so se sono esistite.

Sento saudade delle cose serie,
delle cose divertenti,
dei casi, delle esperienze…

Sento saudade del cagnolino che un giorno ebbi
e che me amava fedelmente, come solo i cani sono capaci di fare!

Sento saudade dei libri che lessi e che mi fecero viaggiare!

Sento saudade delle cose che ho vissuto
e delle cose che lasciai passare,
senza godermele nella totalità.

Quante volte ho voglia di incontrare non so che…
non so dove…
per riscattare qualcosa che né so cosa sia né dove la persi…

Vedo il mondo girare e penso che staranno sentendo saudade
i giapponesi, i russi,
gli italiani, gli inglesi…
ma la mia saudade,
per essere nato in Brasile,
solo parla portoghese, anche se, in fondo, possa essere poliglotta.

Inoltre, dicono che siamo abituati ad usare sempre la nostra lingua,
spontaneamente quando
siamo disperati…
per contare i soldi… fare l’amore…
dichiarare sentimenti forti…
in qualsiasi luogo del mondo stiamo.

Io credo che un semplice
"I miss you"
o giù di lì
come possiamo tradurre saudade in un’altra lingua,
non avrà mai la stessa forza e significato della nostra parolina.

Forse non esprime correttamente
l’immensa mancanza
che sentiamo delle cose
o persone care.
Ed è per questo che io ho più saudade…
Perché incontrai una parola
da usare tutte le volte
che sento questa stretta al petto,
mezzo nostalgico, mezzo piacevole,
ma che funziona meglio
di un segnale vitale
quando si vuol parlare di vita e sentimenti.

Quella è la prova inequivocabile
che siamo sensibili!
Che amiamo molto
o che abbiamo tenuto
e ci siamo lamentati delle cose buone
che abbiamo perso lungo la nostra esistenza…