Venuto era ‘l mio sole al mio languire

Venuto era ‘l mio sole al mio languire
(Chiara Matraini (Lucca 4/6/1515 – Lucca 8/11/1604)

Venuto era ‘l mio sole al mio languire
più che mai bello in sonno a consolarme,
e vinto da pietà del mio martire,
me dicea con parole
rare nel mondo o sole:
“Perché si mesta fra sospiri e pianto,
tutta la verde etade,
senz’aver mai di voi stessa pietade,
vi consumate tanto?
Deh prendete di mia gioia conforto,
ch’io son vivo e non morto:
volgete il pianto in amoroso riso!”
E appressandomi il viso,
mi diè fra due rubin due fresche rose
non mai nell’odorifero oriente
viste più belle, o in terren paradiso:
la cui sì bella vista
e ‘l disusato odore
tornar subito al core
la smarrit’alma sconsolata e trista.
Cose ch’appena in ciel veder si ponno.
Deh perché non fu eterno un sì bel sonno?

Della stessa autrice: Smarrissi il cor, ghiacciossi il sangueZefiro spira e tremolar d’intorno