Non mi ferire

Non mi ferire
(Carolina Turroni n. a Bologna)

Non mi ferire,
perché ci ha già duramente pensato la vita.
Non mi deludere,
perché l’ha fatto anche chi m’ha generato.
Non giudicarmi,
perché non hai mai portato il mio dolore.
Non mi riversare addosso colpe,
quando già fatico a portare le mie.
Non mettermi il peso di parole amare,
quando ho macigni sulle spalle.
Sfiorami con una carezza,
quando mi vedi tremare.
Baciami con parole di pace,
quando vorrei piangere.
Avvicinati con comprensione,
se non capisci i miei silenzi.
Fasciami le ferite dell’anima,
con la dolcezza di uno sguardo.
Sollevami dalla fatica della solitudine,
con un sorriso sincero.
E amami con la stessa certezza,
con cui un’alba pone fine alla notte.

Della stessa autrice: Guardala con me questa lunaLettera di una mamma alla figlia

Guardala con me questa luna

Guardala con me questa luna
(Carolina Turroni n. a Bologna)

Guardala con me, questa luna.
Ovunque tu sia, guardala con me.
Con chiunque tu sia, in un punto immateriale del tuo cuore sii con me. In un punto immateriale della tua mente parla con me.
Con me, che di te ho amato con eguale passione sia la carne che l’anima.
Rispondi a chi ti parla, sii gentile con chi respira nel cerchio del tuo respiro, ma ama me.
Te ne prego, ama me.
Perchè ho trasformato la stazione dei treni nella mia casa e ad ogni fischio del cavallo di ferro, ho il cuore perduto nella tagliola della nostalgia.
Guardala con me, questa luna.
Ovunque tu sia, guardala con me.
E fammi vivere ancora giorni pieni di tenerezza.
Perchè queste vene sempre più evidenti, questi capelli che imbiancano, questa anima appena rianimata, abbiano un senso ed una nuova bellezza.
Perchè questo sguardo , di nuovo vivo, abbia una sua dignitosa speranza.
Perchè le croci del giudizio, che scelgo di portarmi addosso, non mi schiaccino troppo.
E perchè nell’intimità di un amore comprensibile a pochi, si possa trovare calore e rifugio, e quell’appagamento umano così raro e prezioso , da celare nel segreto dello spirito.

Della stessa autrice:
Lettera di una mamma alla figlia

Lettera di una mamma alla figlia

Lettera di una mamma alla figlia
(Carolina Turroni n. a Bologna)

Un giorno, all’improvviso
mentre ti starai pettinando, in silenzio
o mentre ti infilerai una calza
ti verrà in mente un mio gesto
e ti ritroverai a sorridere pensandomi.

Un giorno, all’improvviso
pedalando veloce sotto le prime gocce
di una calda pioggia di settembre
sentirai un odore arrivarti al naso
e risvegliare un ricordo di mestoli e tegami
e mi vedrai davanti al fuoco, per un attimo.

Un giorno, all’improvviso
farai qualcosa che facevo anch’io
proprio allo stesso modo in cui la facevo io
e te ne meraviglierai moltissimo
perché non avresti mai pensato
di potermi somigliare così tanto.

Un giorno, all’improvviso
ti guarderai il dorso delle mani
e con il pollice e l’indice
ti pizzicherai la pelle , sollevandola
e conterai il tempo che impiega a stendersi
pensando a quando lo facevi alle mie mani

Un giorno, all’improvviso
ti ritroverai stanca, ad abbracciare un figlio
mi chiederai scusa per le volte che ho pianto
sapendo già che ti son state tutte perdonate.

E ti mancherò da fare male
Ma sarò con te in ogni gesto
o nel muoversi delle foglie
nel frusciare di un gatto nel giardino
o nelle orme di un pettirosso sulla neve
come solo l’eterna presenza di una madre lo può.