Argenti Vive

Argenti Vive
(Caparezza n. a Molfetta, BA il 9/10/1973)

“Mentre solcavamo l’immobile palude,
mi si parò davanti uno spirito coperto di fango,
allungò verso la barca entrambe le mani
ma Virgilio pronto lo respinse dicendogli,
“Via di qui, vattene a stare con gli altri maledetti!”
Ed io: “Maestro sarei molto desideroso,
prima di uscire dalla palude,
di vederlo immergere in questa melma”
Poco dopo vidi gli iracondi
fare di lui un tale scempio,
che per esso ancora glorifico e rendo grazie a Dio”

Tutti insieme gridavano:
“A Filippo Argenti!”
“A Filippo Argenti!”

Ciao Dante, ti ricordi di me?
Sono Filippo Argenti,
il vicino di casa che nella Commedia
ponesti tra questi violenti,
sono quello che annega nel fango,
pestato dai demoni intorno.
Cos’è vuoi provocarmi, sommo?
Puoi solo provocarmi sonno!

Alighieri, vedi, tremi,
mi temi come gli eritemi,
eri te che mi deridevi?
Devi combattere,
ma te la dai a gambe levate,
ma quale vate? Vattene!

Ehi, quando quando vuoi, dimmi dimmi dove!
Sono dannato ma te le dò di santa ragione!
Così impari a rimare male di me,
io non ti maledirei, ti farei male Alighieri!

Non sei divino, individuo,
se t’individuo, ti divido!
è inutile che decanti l’amante, Dante,
provochi solo cali di libido!

Il mondo non è dei poeti,
il mondo è di noi prepotenti!
Vai rimando alla genti che mi getti nel fango,
ma io rimango l’Argenti!

Argenti vive, vive e vivrà,
sono ancora il più temuto della città,
sono ancora il più rispettato,
quindi cosa t’inventi?
Se questo mondo è l’Inferno
allora sappi che appartiene…

a Filippo Argenti
poeta tu mostri lo sdegno,
a Filippo Argenti
ma tutti consacrano questo regno,
a Filippo Argenti
le tue terzine sono carta straccia,
le mie cinquine sulla tua faccia
lasciano il segno.

poeta tu mostri lo sdegno,
a Filippo Argenti
ma tutti consacrano questo regno,
a Filippo Argenti
le tue terzine sono carta straccia,
le mie cinquine sulla tua faccia
lasciano il segno.

Non è vero che la lingua ferisce più della spada,
è una cazzata,
cosa pensi che tenga più a bada,
rima baciata o mazza chiodata?

Non c’è dittatore
che abdichi perché persuaso,
pare che nessuno sappia
nemmeno che significhi abdicare,
ma di che parliamo?

Attaccare me non ti redime,
eri tu che davi direttive,
per annichilire ogni ghibellino,
Cerchio 7, giro primo!

“Fatti non foste per vivere come bruti…”
ben detta,
sputi vendetta, dalla barchetta di Flegias,
complimenti per la regia!

Argenti vive, vive, vivrà,
alla gente piace la mia ferocità,
persino tu che mi anneghi a furia di calci sui denti,
ti chiami Dante Alighieri,
ma somigli negli atteggiamenti…

a Filippo Argenti
poeta tu mostri lo sdegno,
a Filippo Argenti
ma tutti consacrano questo regno,
a Filippo Argenti
le tue terzine sono carta straccia,
le mie cinquine sulla tua faccia
lasciano il segno.

poeta tu mostri lo sdegno,
a Filippo Argenti
ma tutti consacrano questo regno,
a Filippo Argenti
le tue terzine sono carta straccia,
le mie cinquine sulla tua faccia
lasciano il segno.

Stai lontano dalle fiamme,
perché ti bruci,
guardati le spalle, caro Dante,
è pieno di bruti!

Tutti i grandi oratori sono stati fatti fuori
da signori, violenti e nerboruti.
Anche gli alberi sgomitano
per un po’ di sole,
il resto sono solo inutili belle parole,

sono sicuro
che in futuro le giovani menti,
saranno come l’Argenti
e l’arte porterà il mio nome!

Filippo Argenti!
Filippo Argenti!
Filippo Argenti!
Filippo Argenti!

“Lo lasciammo là, nella palude, e non racconto altro.”

(Da: Museica, 2014)

Dello stesso autore: Goodbye Malinconia

Goodbye Malinconia

     Festa del lavoro e dei lavoratori

Goodbye Malinconia
(Caparezza n. a Molfetta, BA il 9/10/1973)

a malinconia, tutti nell’angolo tutti che piangono,
toccano il fondo come l’andrea doria
chi lavora non tiene dimora, tutti in mutande, non quelle di borat
la gente è sola, beve poi soffoca come john bohnam
la giunta è sorda più di beethoven quando compone la “nona”
e pensare che per dante questo era il “bel paese là dove ‘l si sona”
per pagare le spese bastava un diploma, non fare la star o l’icona
né buttarsi in politica con i curricula presi da staller ilona
nemmeno il caffè sa più di caffè, ma sa di caffè di sindona

e poi se ne vanno tutti da qua se ne vanno tutti
non te ne accorgi ma da qua se ne vanno tutti

goodbye malinconia
come ti sei ridotta in questo stato?
goodbye malinconia
dimmi chi ti ha ridotta in questo stato
goodbye malinconia
come ti sei ridotta in questo stato?
goodbye malinconia
dimmi chi ti ha ridotta in questo stato d’animo

cervelli in fuga, capitali in fuga, migranti in fuga dal bagnasciuga
è malinconia, terra di santi subito e sanguisuga
il paese del sole in pratica oggi paese dei raggi uva
non è l’impressione, la situazione è più grave di un basso tuba
e chi vuole rimanere ma come fa, ha le mani legate come andromeda,
qua ogni rapporto si complica come quello di washington con teheran,
si peggiora con l’età, ti viene il broncio da gary coleman
metti nella valigia la collera e scappa da malinconia

tanto se ne vanno tutti

goodbye malinconia
maybe tomorrow i hope we find tomorrow
goodbye malinconia
hope did we get here, how did it get this far
goodbye malinconia
we had it all, fools we let it slip away

every step was out of place
and in this world we fell from grace,
looking back we lost our way,
an innocent time we all betrayed
and in time can we all learn,
not to crawl away and burn
stand up and don’t fall down
be a king for a day,
in man we all pray

(Da: Il Sogno Eretico, 2011)