Non ho nulla contro di te Alessandro

Non ho nulla contro di te Alessandro
(Bertolt Brecht Augusta, Germania 10/2/1898 – Berlino, Germania 14/8/1956)

Timur, mi dicono, si prese la briga di conquistare tutta la terra.
Non riesco a capirlo:
un po’ di grappa e la terra è bell’e scordata.
Contro Alessandro non ho nulla da dire.
Solo
certa gente che ho visto,
era mirabile,
degno della vostra somma ammirazione,
il semplice fatto
che vivessero.
I grandi uomini secernono troppo sudore.
In tutto ciò vedo soltanto la prova
che non potevano essere soli
e bere
e fumare
eccetera.
E devono essere troppo meschini
perché gli basti
stare con una donna.

Dello stesso autore:
A mia madre
A quelli nati dopo di noi
Aria del dio della felicità
Chi sta in alto dice: pace e guerra
Contro la seduzione
Della corruzione
Difficoltà nel governare
Domande di un lettore operaio
Generale
Hollywood
I bambini giocano alla guerra
L’analfabeta politico
L’uomo che impara
La guerra che verrà
La maschera del cattivo
Le grucce
Lode del dubbio
Lode dell’imparare
Lode della dimenticanza
Prima vennero
Ricordo di Mary A.
Tempi brutti per la poesia

Difficoltà nel governare

Difficoltà nel governare
(Bertolt Brecht Augusta, Germania 10/2/1898 – Berlino, Germania 14/8/1956)

1
I Ministri rendono incessantemente noto al popolo
quanto difficile sia governare. Senza i Ministri
il grano crescerebbe dentro il terreno invece che tendere in alto.
Nessun pezzo di carbone verrebbe fuori dalla miniera
se il Cancelliere non fosse così saggio. Senza il
Ministro per la propaganda
nessuna donna si lascerebbe mettere incinta. Senza il
Ministro della guerra
non ci sarebbe mai una guerra. Sì, tra l’altro è dubbio
se il sole sorgerebbe la mattina presto senza
l’autorizzazione del Führer e se sì, allora
nel posto sbagliato.

2
Altrettanto difficile è anche, come ci dicono,
dirigere una fabbrica. Senza il padrone
i muri crollerebbero e le macchine
si arrugginirebbero, si dice.

3
Se governare fosse facile
non si avrebbe bisogno di spiriti così illuminati come quello del Führer.
Se il lavoratore sapesse come far funzionare la sua macchina
non si avrebbe bisogno né di un fabbricante e neppure di un
proprietario di terreno.
Solo perché tutti sono così stupidi
si ha bisogno di alcuni, che sono furbi.

4
Oppure dovrebbe essere così
che governare è così difficile solo
perché lo sfruttamento e il latrocinio devono essere imparati?

1937

Dello stesso autore:
A mia madre
A quelli nati dopo di noi
Aria del dio della felicità
Chi sta in alto dice: pace e guerra
Contro la seduzione
Della corruzione
Domande di un lettore operaio
Generale
Hollywood
I bambini giocano alla guerra
L’analfabeta politico
L’uomo che impara
La guerra che verrà
La maschera del cattivo
Le grucce
Lode del dubbio
Lode dell’imparare
Lode della dimenticanza
Prima vennero
Ricordo di Mary A.
Tempi brutti per la poesia

Domande di un lettore operaio

     Festa del lavoro e dei lavoratori

Domande di un lettore operaio
(Bertolt Brecht Augusta, Germania 10/2/1898 – Berlino, Germania 14/8/1956)

Chi costruì Tebe dalle Sette Porte?
Dentro i libri ci sono i nomi dei re.
I re hanno trascinato quei blocchi di pietra?
Babilonia tante volte distrutta,
chi altrettante la riedificò? In quali case
di Lima lucente d’oro abitavano i costruttori?
Dove andarono i muratori, la sera che terminarono
la Grande Muraglia?
La grande Roma
è piena di archi di trionfo. Chi li costruì? Su chi
trionfarono i Cesari? La celebrata Bisanzio
aveva solo palazzi per i suoi abitanti?
Anche nella favolosa Atlantide
nella notte che il mare li inghiottì, affogarono
implorando aiuto dai loro schiavi.

Il giovane Alessandro conquistò l’India.
Lui solo?
Cesare sconfisse i Galli.
Non aveva con sé nemmeno un cuoco?
Filippo di Spagna pianse, quando la sua flotta
fu affondata. Nessun altro pianse?
Federico II vinse la guerra dei Sette Anni. Chi
vinse oltre a lui?

Ogni pagina una vittoria.
Chi cucinò la cena della vittoria? Ogni dieci anni un grande uomo.
Chi ne pagò le spese?

Tante vicende.
Tante domande.

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Chi sta in alto dice: pace e guerra

 Giornata Internazionale della Pace

Chi sta in alto dice: pace e guerra
(Bertolt Brecht Augusta, Germania 10/2/1898 – Berlino, Germania 14/8/1956)

Sono di essenza diversa.
La loro pace e la loro guerra
Sono come il vento e la tempesta.

La guerra cresce dalla loro pace
Come il figlio dalla madre.
Ha in faccia
I suoi lineamenti orridi.

La loro guerra uccide
Quel che alla loro pace
è sopravvissuto.

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Tempi brutti per la poesia

Tempi brutti per la poesia
(Bertolt Brecht Augusta, Germania 10/2/1898 – Berlino, Germania 14/8/1956)

Sì, lo so: solo il felice
È amato. La sua voce
È ascoltata con piacere. La sua faccia è bella.

L’albero deforme nel cortile
È frutto del terreno cattivo, ma
Quelli che passano gli danno dello storpio
E hanno ragione.

Le barche verdi e le vele allegre della baia
Io non le vedo. Soprattutto
Vedo la rete strappata del pescatore.
Perché parlo solo del fatto
Che la colona quarantenne cammina in modo curvo?
I seni delle ragazze
Sono caldi come sempre.

Una rima in una mia canzone
Mi sembrerebbe quasi una spavalderia.

In me si combattono
L’entusiasmo per il melo in fiore
E il terrore per i discorsi dell’imbianchino ¹.
Ma solo il secondo
Mi spinge alla scrivania.

¹ Con “l’imbianchino” Brecht si riferisce a Hitler

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Ricordo di Mary A.

Ricordo di Mary A.
(Bertolt Brecht Augusta, Germania 10/2/1898 – Berlino, Germania 14/8/1956)

Un giorno di settembre, il mese azzurro,
tranquillo sotto un giovane susino
io tenni l’amor mio pallido e quieto
tra le mie braccia come un dolce sogno.
E su di noi nel bel cielo d’estate
c’era una nube ch’io mirai a lungo:
bianchissima nell’alto si perdeva
e quando riguardai era sparita.

E da quel giorno molte molte lune
trascorsero nuotando per il cielo.
Forse i susini ormai sono abbattuti:
Tu chiedi che ne è di quell’amore?
Questo ti dico: più non lo ricordo.
E pure certo, so cosa intendi.
Pure il suo volto più non lo rammento,
questo rammento: l’ho baciato un giorno.

Ed anche il bacio avrei dimenticato
senza la nube apparsa su nel cielo.
Questa ricordo e non potrò scordare:
era molto bianca e veniva giù dall’alto.
Forse i susini fioriscono ancora
e quella donna ha forse sette figli,
ma quella nuvola fiorì solo un istante
e quando riguardai sparì nel vento.

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Hollywood

Hollywood
(Bertolt Brecht Augusta, Germania 10/2/1898 – Berlino, Germania 14/8/1956)

Ogni mattina, per guadagnarmi da vivere,
Vado al mercato dove si comprano le bugie.
Pieno di speranza
Mi metto tra chi vende.

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L’uomo che impara

L’uomo che impara
(Bertolt Brecht Augusta, Germania 10/2/1898 – Berlino, Germania 14/8/1956)

Prima costruii sulla sabbia,
poi costruii sulla roccia.
Quando la roccia crollò
non ho più costruito su nulla.
Poi ancora talvolta costruivo
su sabbia e roccia, come capitava, ma
avevo imparato.

Coloro ai quali affidavo la lettera
la buttavano via.
Ma chi non curavo
me la riportava.
Allora ho imparato.

Le mie disposizioni non furono rispettate.
Quando giunsi, m’avvidi
che erano sbagliate.
Era stato fatto
quel che era giusto.
Così ho imparato.

Le cicatrici dolgono
nel tempo di gelo.
Ma spesso dico: solo la fossa
non m’insegnerà più nulla.

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A mia madre

A mia madre
(Bertolt Brecht Augusta, Germania 10/2/1898 – Berlino, Germania 14/8/1956)

Quando non ci fu più, la misero nella terra.
Sopra di lei crescono i fiori, celiano le farfalle…
Lei era leggera, premeva la terra appena.
Quanto dolore ci volle per farla così leggera!

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Aria del dio della felicità

Giornata mondiale della felicità

Aria del dio della felicità
(Bertolt Brecht Augusta, Germania 10/2/1898 – Berlino, Germania 14/8/1956)

Mi fai spuntar le lagrime, fratello,
vedo che la tua vita non è allegra…
Ecco una mela: io ne possiedo tre,
perciò una la regalo a te.
Non ci vedo niente di eccezionale:
e l’uno e l’altro possiamo vivere.
Solo i semi, promettimelo,
avido non inghiottirli,
sputali invece a terra
prima che mi allontani.
E se poi cresce un melo
dentro il mio campicello
vieni a prenderti i frutti:
è il tuo albero quello.

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