Ci diciamo addio – e nello stesso istante

Ci diciamo addio – e nello stesso istante
(Bella Achatovna Achmadulina Mosca, Russia 10/4/1937 – Mosca, Russia 29/11/2010)

Ci diciamo addio — e nello stesso istante
il mutamento si impossessa della terra
e la sua smania di cambiare è così grande
che il fiume ha ribrezzo della riva
le nuvole si disamorano del cielo
la mano destra saluta la sinistra
dicendole superba: — Ciao!

Aprile ormai non anticipa più il Maggio.
No, non vedremo più la primavera,
— il melampiro, vedi, sta sfiorendo —
oh, lotta del giallo e dell’azzurro!

L’estate calpesta i propri fiori,
tempo e spazio si sono ripudiati.
È morto il bianco: ci restano soltanto
i suoi sette orfanelli colorati.

In tutti i templi infuria lo sfacelo,
nei cimiteri folleggia la rapina —
tutto per colpa dell’addio
tra me e te, per colpa di un addio!

(Da: Tenerezza e altri addii)

Della stessa autrice:
E in ultimo ti dirò – Addio
Tormenta

Tormenta

Tormenta
(Bella Achatovna Achmadulina Mosca, Russia 10/4/1937 – Mosca, Russia 29/11/2010)

Febbraio è amore e ira del tempo.
E nello strano bagliore dei dintorni
la povertà delle dacie s’è destata,
grande nord della natura.

E quella strada con quattro case,
che si spalanca in lunghezza e in larghezza,
prende per sé con naturalezza
tutta la neve dell’universo, tutta la luna.

Imperversa la tormenta! È ovvio,
è consacrata a chi tiene stretti al cuore
e alla mente questi alberi e le dacie.

Allo scialbo corso del ruscello,
al pino del tronco inclinato, un diverso
senso aveva attribuito,
convertendoli in preziosi tesori.

Non è per questo che nel bellissimo mistero
lo spazio, colmo di nostalgia per il poeta,
ha dato la sua voce al delirio
e al mormorio di quel fiume?

E sotto l’insistente nevicata
a un tratto s’è spezzato, in un momento,
il tenace legame di dolore
fra quella casa e quel cimitero.

1968

Della stessa autrice: E in ultimo ti dirò – Addio