poudre rouge

poudre rouge
(Beatrice Niccolai n. a Borgo San Lorenzo, FI il 28/11/1967)

Noi siamo gesti senza peso
e siamo le piume che si disperdono nel volo
o che riempiono i cuscini.

Tu arrivi prima di ogni distanza
a ricordarmi la tenerezza.

Non asfaltare i sogni,
neanche se ci siamo già passati
e raccogli per vita mia
sassi per infilare una collana.

S’alza una polvere rossa
dietro la leggerezza del tuo sguardo.

Della stessa autrice:
c’est inutile
Ma se tu ora non mi abbracci
parlez-moi de la lune

parlez-moi de la lune

parlez-moi de la lune
(Beatrice Niccolai n. a Borgo San Lorenzo, FI il 28/11/1967)

Tutto è e tutto passa

Ed ho così dovuto rinunciare
per educarmi all’autoconsolazione
o scivolare sulla mia schiena
per imparare i segreti del dolore.

Potessi portarmi fuori di me,
andrei sulla luna di sera
per osservarmi rientrare in casa.

Mi farei veliero
per ogni sogno di mare,
o rapace solo per sfiorare
un sole ormeggiato fra le nuvole.

I merli
quando non cantano canzoni d’Amore
è solo perché seguono
le traiettorie della fame.

Della stessa autrice:
c’est inutile
Ma se tu ora non mi abbracci

Ma se tu ora non mi abbracci

Ma se tu ora non mi abbracci
(Beatrice Niccolai n. a Borgo San Lorenzo, FI il 28/11/1967)

Stasera stringimi
non per il freddo, non per morsi di solitudine,
abbracciami e basta, senza dire niente
senza sciupare il bisogno di sognare,
tu avvicinati e abbracciami.
Sarà come catturare stelle
ai piedi del cedro
o correre sui fili di un ricordo
che potremmo costruire ora
da ricordare, di noi, in un giorno lontano
di quel bisogno che avevamo
di essere odore, mani, labbra e tenerezza
per i nostri timidi peccati.
Ma se tu ora non mi abbracci
e non mi scaldi
cosa ricorderò io di noi,
domani?

Della stessa autrice: c’est inutile

c’est inutile

Le poesie delle donne

c'est inutile

(Beatrice Niccolai n. a Borgo San Lorenzo, FI il 28/11/1967)

Inutile rammendare i ricordi
o cercare lo stesso filo rosso
con cui un giorno cucimmo sogni.

Inutile
rovistare nel dolore di turno
per trovare lo stesso presupposto
che perdona ogni sbaglio.

Tu eri il tarlo
del mio cuore di legno.
Ciliegio accertano i conoscitori dei frutti
perchè ti mangiavo un poco alla volta
come tu entravi in me,
bucandomi nel profondo.

Inutile ora
catalogare i giorni
che non hanno nemmeno il peso
della memoria.

Di quello che fu,
solo tagli e incisioni
strillano sulla corteccia;

ma nel silenzio trafigge la luna
quell'albero senza foglie.

No, nessun innesto.

Usato e provato più volte
questo mio
è un dolore sempre vergine.

da: Indépendance (Il blog di Beatrice Niccolai)