Oggi è sull’anima mia

Oggi è sull’anima mia
(Arturo Onofri Roma 15/9/1885 – Roma 25/12/1928)

Oggi è sull’anima mia come un velo di polvere
sopra un mobile antico… Quanto m’è dolce e triste
passar solo in un luogo dove altre volte ho visto,
pensoso, a capo chino, la mia ombra confondersi

ad un’ombra femminile!… Io amo, dunque, io amo
ancora le donne che amai e di cui m’annoiai?
Oh, no: il mio cuore è come un albero ed ogni ramo
è il ricordo soave d’un giorno che non fu mai:

il ricordo d’un sogno che mi cullò piangente
o che filò il mio cielo come una stella cadente.
Ore, stagioni, secoli, ditemi voi quant’anni
ho io, dunque, vissuto nei miei ventidu’anni!

(Da: Canti delle oasi)

Dello stesso autore: Le penombre

Le penombre

Le penombre
(Arturo Onofri Roma 15/9/1885 – Roma 25/12/1928)

Le penombre di mammola, nei caldi
incavi del tuo viso, hanno stupori
d’aurora nel sorriso delle labbra
e nell’ardore diafano degli occhi.
Il roseo dell’intenta anima affiora
al limite impalpabile che abbraccia
te quasi caldo petalo carnale,
e annuncia i ditirambici abbandoni
della femminea musica segreta
in balìa del volere che m’infiamma
a somigliarti in sillabe di canto.
La tua persona è immagine in silenzio
della nostra vocale ansia di cieli,
e quelle ombre di mammola, nei caldi
incavi del tuo viso, hanno stupori
dorati, a fior degli occhi e delle labbra,
nel sogno di voler rassomigliare
alla forma che, in noi, musica vive.

(Da: Zolla ritorna cosmo)