Sassi levigati dal Silenzio

Sassi levigati dal Silenzio
(Anna Marinelli n. a San Giorgio Jonico, TA il 7/8/19…)

Sassi levigati come pietre laviche.
Sassi sono le tue parole vestite di silenzi..
sassi sono i miei sguardi azzurri
mitigati da lacrime di sole.
Riempio giare di sassi
e ceste di briciole di luna…
per darle in pasto alle rondini
e ai passeri affamati
che bussano alla soglia delle mie labbra.
Sassi lucidati su cui scivolare mentre mi guardi
nascondendo un segreto pensiero.
Sassi azzurri come i tuoi occhi,
tenebrosi come la notte,
quando vaneggia di stelle cadenti
mentre lontana sbianca una piccola luna
come i miei piccoli seni bianchi,
sui quali le fate han posato ciliegie.

Della stessa autrice: Carme per AldaDonna senza tempoDonne, il cui visoMamma parola d’amoreNinna Nanna al BambinelloL’uomo che imitava gli aquiloniLe mani delle donne sanno d’ago e di filoMi hanno rubato il mareSonata per pianoforte e mare

Donna senza tempo

 Le poesie delle donne

Donna senza tempo
(Anna Marinelli n. a San Giorgio Jonico, TA il 7/8/19…)

Conosco una donna che vive
nel folto di un incalzante silenzio,
accarezzando le palpebre del tempo,
spingendo lo sguardo verso il sole:

vede i millenni scorrere ai suoi piedi
come un fiume di uomini e parole.

Attraversa secoli alberati
con le scarpe bianche di solitudine,
condivide i sonni delle colline
masticando pane di trincee.

Ogni sera, discorrendo
con le ceneri dei suoi sogni,
spinge la sua mente oltre la luna
e con sguardo di sagittario trafigge
il limitare di un cielo addormentato.

Di quanto pane, di quanto pane ancora
si dovrà privare
per raggiungere l’altezza delle stelle
rifuggendo il vuoto di abitudini?

Quanto mare,
quanto mare dovrà ancora svuotare,
col cavo delle sue mani,
per giungere alla pace degli abissi?

Ogni notte, quando il pensiero
del sonno l’impaura
come un ronzio d’alveari immobili,
chiude a chiave la sua mente
paventando la comparsa della morte,
a depredare ricchezze di ricordi

Nella notte silenziosa qualche volta sogna.
Sogna d’essere musica negli atri del cielo
a consolare il pianto dei tramonti.

Ascolta, cupo silenzio dei monti:
un giorno lei scriverà una canzone,
la riverserà sui popoli senza prospettive.

Sarà come la manna del deserto.
Sarà acqua di nuvola sottile.

8 marzo 1995

Cena di Natale

Cena di Natale
(
Cristiana Cafini Teramo 30/6/1968 – Roma 2/10/2011)

Una tavola di cristallo
e tutt’intorno statue
lucenti strenne colorate,
vino, cibi invitanti
nel motivetto del carillon.
Sedute, come inchiodate sagome
di figli, di padre e di madre.
La bocca serrata, il cuore
non parla né sfiora le mani.
Esistono per tutto il resto.

E’ Natale
(
Mina nome d’arte di Mina Anna Mazzini n. a Busto Arsizio, VA il 25/3/1940)

Arriva di nuovo Natale
la gente è più falsa di prima
s’insegna ai bambini
a mentire
si aiuta l’ortica a salire
si porge la mano
si allunga una mancia
scordando di colpo però
il male di pancia.
La prego, si accomodi pure
si sieda al tavolo dieci,
la smetta con i complimenti,
oggi siam tutti parenti
oggi è Natale
oggi è Natale,
passati due giorni però
te la faccio pagare.

Y la noche llegarà
qui sas si cambiarà
la vida que es?
Y en dia llegarà
qui sas si cambiarà
la vida que es?
E l’amore vincerà
el dì avolverà
la vida que es?

Panettone, champagne quella sera
a casa con tutti gli amici
mi sento fin troppo da sola,
seduta in mezzo ad un coro,
ho gli occhi pesanti
in certi momenti
la voglia di dire "non va"
rinchiusa tra i denti.

Y la noche llegarà
qui sas si cambiarà
la vida que es?
Y en dia llegarà
qui sas si cambiarà
la vida que es?
E l’amore vincerà
el dì avolverà
la vida que es?

Ninna Nanna al Bambinello
(dai commenti)
di Anna Marinelli

Ninna-nanna, ninna- nanna
bimbo bello, non tremare,
se non hai una culla calda,
forse un bue e un asinello
scaldano più che un fuocherello.

Ninna-nanna, ninna-nanna
dormi figlio, non pensare,
che un giorno le tue braccia
sulla croce stenderai,
pensa solo che tua mamma
più ti stringe e più s’infiamma.

Ninna-nanna, ninna-nanna
dormi dormi, bambinello,
tu, il re dell’universo,
non hai latte, non hai ori,
solo l’oro dei re magi,
solo il latte dei pastori.

Ninna-nanna, ninna-nanna
su sorridi e non pensare
che la fronte tua bella
un giorno sangue dovrà grondare,
pensa solo ai caldi baci
che la mamma ti sa dare.

Ninna-nanna, ninna-nanna
dormi bimbo, non temere
nella notte così buia
s’ode un canto d’Alleluja

È un canto che si espande
sopra tutto l’Universo,
dormi Fglio, non pensare
il tuo sangue non è perso.

Ninna-nanna, ninna-nanna
dormi bimbo, non temere,
in quest’ora tutto tace,
tu hai portato tanta Pace.

Io non ho bisogno di denaro

Io non ho bisogno di denaro
(Alda Merini Milano 21/3/1931 – Milano 1/11/2009)

Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all’orecchio degli amanti…
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

(da: Terra d’Amore 2003)

Carme per Alda
(Anna Marinelli n. a San Giorgio Jonico, TA il 7/8/19…)

Come la rosa
così la tua Vita, Alda
si sveste di tutte le passioni
che l’hanno vestita di carne,
resta a noi un tappeto di versi
sul quale deporre un fiore per te
spogliata da ogni affanno,
da ogni pena, ora voli alta
ai confini del mondo
dove ogni follia
si copre d’innocenza..
vai…cammina su passerelle di nuvole
e bianchi destrieri s’inginocchiano davanti
a te, cavalca libera, agita verso di noi
la tua leggera mano
che solo arma di poesia impugnò
e ti rese libera
come aquila che svetta
sui crinali della illimitata fantasia.
ti chiudo le palpebre con un sorriso,
l’ultimo che posso offrirti,
amica mia, Alda.

Le mani delle donne sanno d’ago e di filo

Le mani delle donne sanno d’ago e di filo
(
Anna Marinelli n. a San Giorgio Jonico, TA il 7/8/19…)

Le mani delle donne
intrecciano conchiglie di sorprese
e s’appuntano asterischi di luna
sulle brume dei capelli arrotolati.
Sciolgono silenzi di vetro
al crogiolo sempre acceso delle loro bocche,
intessendo arazzi d’accoglienza.
Le mani delle donne
sanno d’ago e di filo
e cuciono stupori d’aquiloni
da annodare tra le mani dei bambini.

Quelle mani hanno ore da sbucciare
nei riflessi dei mattini
e intingono le attese
in anfore sempre piene di speranza.

Sigillano pulviscolo di solitudini
in teche di madreperla, che,
fatate, sanno mutare in sorriso la malcelata pena.

Custodiscono battiti cadenzati come torchi
per spremiture di uvaspina
per propiziare vaghezze di sospiri,

Col punto d’erba e festoni
arredano tristezze di solitudini…
e schiudono segreti scrigni di sole
nei giorni di una pioggia inopportuna.

Se giovani, quelle mani,
sanno avere levità di ali
e sulle spalle incurvate dei vecchi
si chinano amorose,
per sollevare il duolo di ogni pena.
Le mani delle donne
spalmano carezze di nutella
su fette d’anima fragrante

Chiudono pietose
le palpebre dell’ultimo respiro
col tocco lieve delle loro dita

schiudendo tepori di placente.
aprendo varchi ad una nuova vita.

2009

Tre donne vincitrici del Premio Nobel per la Pace 2011

Le mani delle donne sanno d’ago e di filo

Le mani delle donne sanno d’ago e di filo
(Anna Marinelli n. a San Giorgio Jonico, TA il 7/8/19…)

Le mani delle donne
intrecciano conchiglie di sorprese
e s’appuntano asterischi di luna
sulle brume dei capelli arrotolati.
Sciolgono silenzi di vetro
al crogiolo sempre acceso delle loro bocche,
intessendo arazzi d’accoglienza.
Le mani delle donne
sanno d’ago e di filo
e cuciono stupori d’aquiloni
da annodare tra le mani dei bambini.

Quelle mani hanno ore da sbucciare
nei riflessi dei mattini
e intingono le attese
in anfore sempre piene di speranza.

Sigillano pulviscolo di solitudini
in teche di madreperla, che,
fatate, sanno mutare in sorriso la malcelata pena.

Custodiscono battiti cadenzati come torchi
per spremiture di uvaspina
per propiziare vaghezze di sospiri,

Col punto d’erba e festoni
arredano tristezze di solitudini…
e schiudono segreti scrigni di sole
nei giorni di una pioggia inopportuna.

Se giovani, quelle mani,
sanno avere levità di ali
e sulle spalle incurvate dei vecchi
si chinano amorose,
per sollevare il duolo di ogni pena.
Le mani delle donne
spalmano carezze di nutella
su fette d’anima fragrante

Chiudono pietose
le palpebre dell’ultimo respiro
col tocco lieve delle loro dita

schiudendo tepori di placente.
aprendo varchi ad una nuova vita.

2009

Tre donne vincitrici del Premio Nobel per la Pace 2011

Un ringraziamento ad 

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