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(Anna de Noailles Parigi, Francia 15/11/1876 – Parigi, Francia 30/4/1933)

I miei libri, io li ho fatti per voi, giovani amici,
e vi ho lasciato dentro,
come fanno i bambini che mordono le mele,
il segno dei denti.

Ho lasciato le mani sulla pagina stese,
e, la testa in avanti,
ho pianto, come piange nel mezzo del viale
un temporale estenuante.

Vi lascio, nell’ombra amara del mio libro,
la fronte e lo sguardo,
e l’anima sempre che arde e ubriaca:
lì vi andranno le mani.

Vi lascio il chiaro sole del mio viso,
i suoi milioni di raggi,
e il mio cuore debole, che ebbe tanto coraggio
per i suoi desideri.

Vi lascio questo cuore e tutta la sua storia,
la sua dolcezza di lino,
e l’alba del mio viso, e la notte blu e nera
che mi riempie i capelli.

Vedete come a voi, in un misero vestito,
è venuto il mio Destino.
I più poveri viandanti, sulle più tristi sabbie,
non hanno così nudi i piedi.

– E vi lascio, col fogliame e le sue rose,
il giardino caldo brillante
che vi dicevo sempre; – e la mia pena immotivata
che non è mai finita…

Della stessa autrice:
Se qualcuno ti piace
Stavo zitta

Stavo zitta

Stavo zitta
(Anna de Noailles Parigi, Francia 15/11/1876 – Parigi, Francia 30/4/1933)

Stavo zitta, avevo fatto voto
di non rimproverarti mai
il tuo spirito squadrato, vuoto, negato
a ogni slanio, a ogni sfogo,

ma questa sera che il cielo d’autunno
sfoglia un sole struggente,
lascia che la mia voce si abbandoni
a tradire i segreti del sangue:

– Lo sai tu, caro cuore senza dolcezza,
cara anima insensibile e ostinata,
in questo giorno che io ti confesso
la mia nativa e fiera tristezza,
quante volte mi sono ammazzata?

Della stessa autrice: Se qualcuno ti piace

Se qualcuno ti piace

Se qualcuno ti piace
(Anna de Noailles Parigi, Francia 15/11/1876 – Parigi, Francia 30/4/1933)

Se qualcuno ti piace, non lottare, abborda
il volto nuovo dove a posarsi è andato
il sole dei tuoi occhi ingenui;
qualsiasi cosa ti attragga, il mio dolore te l’accorda.
– Ed io, da lungi, il cuore sostenuto dal tuo,
mescolando al tuo piacer la mia misericordia,
ti benedirò la fronte poggiata su nude braccia,
la fronte pugnalata che più distesa diventa,
e i baci setosi che sognano e mordono..

– Non mi lamenterò, perché li ho conosciuti.