Agosto

Agosto
(Ángel Crespo Ciudad Real, Spagna 18/7/1926 – Barcellona, Spagna 12/12/1995)

1

      Esco al balcone e, in verità, non vedo
se non la notte, come l’altre notti,
ora sì, con le stelle
più pallide – l’agosto
le induce con la sua tepida nebbia
a smorzare la voce –
non vedo quel che cercano i miei occhi
molto vicino ma più in là
delle costellazioni.
      Rimango sul balcone, conto i gradi
dell’arco che m’immagino
corso da passi umani – mi figuro
che anche saran passi d’altra specie -,
da passi umani, da battiti
di cuore d’uomo.
Ecco, sì, vedo. Pongo
la mano innanzi agli occhi
per veder meglio,
sì che le stelle e nubi,
questo caldo d’agosto,
non mi stornino. Stringo
tra le mani i miei occhi
e vedo. Annuso. Ascolto.
Vado al fianco dell’uomo
ch’è giunto a quell’altezza. E mi contemplo
– da tanta cima – solo
e appoggiato al balcone
sotto la notte resasi più umana.

2

      Quando dovremo scendere, diremo
ch’era la verità l’apparsa Aurora?
Forse racconteremo che vedemmo
sotto di noi le sue labbra spuntare,
sorridente? Diremo
che i suoi chiari capelli si spargevano
sulle nubi, sui muri,
sui fiumi, le città
e l’oceano verde;
che i suoi seni s’alzavano
come promesse,
voci che salutavano l’intruso?
Diremo ch’è verità
la meteora del Sole e del suo carro
e dell’Ore
che si prendon per mano in girotondo
intorno all’aere?

3

      Tolgo la mano dagli occhi. Sollevo
le palpebre. La notte,
sorvolata dall’uomo, arriva
e, come cane umile,
abbaia alla mia porta, lecca
i piedi ai passanti.

Dello stesso autore: Fine del mondoI piccoli oggettiQuando rimani solo

Quando rimani solo

Quando rimani solo
(Ángel Crespo Ciudad Real, Spagna 18/7/1926 – Barcellona, Spagna 12/12/1995)

Quando rimani solo, sei lo specchio
di ciò che fosti:
                      una mattina
contemplata da sul balcone
socchiuso; alcuni passi
armoniosi ma non seguiti
per non disperdere il tuo gaudio;
qualche sparsa parola
che ti ha segnato più del tempo;
uno sguardo che come luce
ti affogò nelle vene;
un viaggio a cui mai avresti messo
fine; l’anima assente
di ciò che ti spettava
restando così solo.

Dello stesso autore: Fine del mondoI piccoli oggetti

I piccoli oggetti

I piccoli oggetti
(Ángel Crespo Ciudad Real, Spagna 18/7/1926 – Barcellona, Spagna 12/12/1995)

I piccoli particolari della casa:
il filo sullo scendiletto trasandato,
il cerino per terra,
la cenere
che posa sulla mattonella la sua fragile trama,
l’unghietta tagliata del bambino
accanto alla scarpa,
fanno piacere agli occhi che senza badarci
collezionano immagini di oggetti che non servono.
Per quel filo si ama di più la madre,
ci si ricorda del padre
per il cerino e la cenere,
e del bambino per l’unghia e le scarpe.
Piccoli oggetti che si spazzano, che nessuno raccoglie,
estremamente importanti, ci ricordano
le piccole contrarietà della vita
e poveri piaceri piccolissimi.