E lo sognavo, e lo sogno

E lo sognavo, e lo sogno
(Andrej Tarkovskij Zavraž’e, Russia 4/4/1932 – Parigi, Francia 29/12/1986)

E lo sognavo, e lo sogno,
e lo sognerò ancora, una volta o l’altra,
e tutto si ripeterà, e tutto si realizzerà,
e sognerete tutto ciò che mi apparve in sogno.
Là, in disparte da noi, in disparte dal mondo
un’onda dietro l’altra si frange sulla riva,
e sull’onda la stella, e l’uomo, e l’uccello,
e il reale, e i sogni, e la morte: un’onda dietro l’altra.
Non mi occorrono le date: io ero, e sono e sarò.
La vita è la meraviglia delle meraviglie,
e sulle ginocchia della meraviglia
solo, come orfano, pongo me stesso
solo, fra gli specchi, nella rete dei riflessi
di mari e città risplendenti tra il fumo.
E la madre in lacrime si pone il bimbo sulle ginocchia.

Dello stesso autore: C’è un solo viaggio possibile

C’è un solo viaggio possibile

C’è un solo viaggio possibile
(Andrej Tarkovskij Zavraž’e, Russia 4/4/1932 – Parigi, Francia 29/12/1986)

C’è un solo viaggio possibile:
quello che facciamo nel nostro mondo interiore.
Non credo che si possa viaggiare di più nel nostro pianeta.
Così come non credo che si viaggi per tornare.
L’uomo non può tornare mai allo stesso punto da cui è partito,
perché, nel frattempo, lui stesso è cambiato.
Da sé stessi non si può fuggire.