Nonostante la tua assenza

Nonostante la tua assenza
(Alejandro Jodorowsky n. a Tocopilla, Cile il 17/2/1929)

Mi rotolo in tutte le ceneri
cercando di trovare l’unico fuoco
Mi siedo a conversare con l’ombra
che un giorno d’estate dimenticasti sul divano.
Sono il sogno delle orme di alcuni passi
che una notte persero la memoria.
Nessuno mai è passato di qui.
S’affitta la camera vuota
di una casa che ormai più non esiste.

Dello stesso autore: Amo sviluppare la mia coscienza per capire perchè sono vivoAnche d’amore…Il piacere è una luce che sorgeNon è quello che fuNulla posso dire di te trascorri nell’ombraPoco a pocoQuando attraversi il vuoto

Nulla posso dire di te trascorri nell’ombra

Nulla posso dire di te trascorri nell’ombra
(Alejandro Jodorowsky n. a Tocopilla, Cile il 17/2/1929)

Nulla posso dire di te trascorri nell’ombra
E’ per questo che nell’oscurità sei la mia guida
Innominabile mi offri la schiena
per il mio tatto e le mie ansie il cammino dei re
e nella tua superficie profonda cade il mio spirito cieco
un raggio assetato di se stesso
Tu sei un’altra cosa
Posso entrare in te soltanto come interferenza
affinchè le mie carezze siano portate
come i resti d’un naufragio
dall’incommensurabile fiume di parole
che sotto la tua pelle attraversa l’infinito spazio del silenzio.

Dello stesso autore:
Amo sviluppare la mia coscienza per capire perchè sono vivo
Anche d’amore…
Il piacere è una luce che sorge
Non è quello che fu
Poco a poco
Quando attraversi il vuoto

Il piacere è una luce che sorge

Il piacere è una luce che sorge
(Alejandro Jodorowsky n. a Tocopilla, Cile il 17/2/1929)

Il piacere è una luce che sorge
dall’ombra delle nostre carezze
Il tuo sguardo viene profondo
ha lo splendore dell’anima
Tuo è il regno dell’oblio
alla sua frontiera si dissolvono le maschere
e uno avanza verso l tuo tempio
senza nome nè età nè memoria
per entrare nel calice divino
come un’ostia che brucia.

Dello stesso autore:
Amo sviluppare la mia coscienza per capire perchè sono vivo
Anche d’amore…
Non è quello che fu
Poco a poco
Quando attraversi il vuoto

Amo sviluppare la mia coscienza per capire perchè sono vivo

Amo sviluppare la mia coscienza per capire perchè sono vivo
(Alejandro Jodorowsky n. a Tocopilla, Cile il 17/2/1929)

Amo sviluppare la mia Coscienza per capire perchè sono vivo,
cos’è il mio corpo e cosa devo fare per cooperare con i Disegni dell’Universo.

Non mi piace la gente che accumula informazioni inutili
e si crea false forme di comportamenti, plagiata da Personalità importanti.

Mi piace rispettare gli altri,
non per via delle deviazioni narcisistiche delle loro personalità,
ma per come si sono evolute interiormente.

Non mi piace la gente la cui mente non sa riposare in silenzio,
il cui cuore critica gli altri senza sosta,
la cui sessualità è permanentemente insoddisfatta,
il cui corpo s’intossica senza saper apprezzare di essere vivo.

Ogni secondo di vita è un regalo sublime.

Mi piace invecchiare,
perché il tempo dissolve il superfluo e conserva l’essenziale.

Non mi piace chi, per retaggi infantili,
trasforma le bugie in superstizioni.

Non mi piace un Papa che predica
senza condividere la sua Anima con una Papessa.

Non mi piace che la Religione
sia nelle mani di uomini che disprezzano le donne.

Amo collaborare e non competere.

Mi piace scoprire in ogni Essere
quella gioia perenne che potremmo chiamare Dio Interiore.

Non mi piace l’Arte che serve solo a celebrare il suo Autore,
mi piace l’Arte utile per guarire.

Non mi piacciono le persone eccessivamente stupide.
Mi piace tutto ciò che provoca il sorriso.

Amo affrontare volontariamente la mia sofferenza
con l’obiettivo di espandere la mia Coscienza.

Dello stesso autore:
Anche d’amore…
Non è quello che fu
Poco a poco
Quando attraversi il vuoto

Quando attraversi il vuoto

Quando attraversi il vuoto
(Alejandro Jodorowsky n. a Tocopilla, Cile il 17/2/1929)

Quando attraversi il vuoto che giace sotto il tempo
– lì dove i contrari altro non sono che dolori
del mio proprio misterioso cuore senza individuo –
solo allora i miei occhi si distaccano dal mondo
per vederti nel centro intorno al quale mi creo
Solo allora m’immergo nelle tue acque celestiali
e lo spazio indugia fino a che muore il tempo
e la coscienza nella mia materia è un dio indifferente
e l’attore e lo spettatore sono una stessa ombra
e nella fortezza mentale si apre un abisso verde
lì tu sola ci sei tu sempre tu definitivamente tu
vergine di carne in cui mi si è dissolta l’anima
luce rossa sangue dell’alba.

Dello stesso autore: 205Anche d’amore…Poco a poco

Poco a poco

Poco a poco
(Alejandro Jodorowsky n. a Tocopilla, Cile il 17/2/1929)

Poco a poco stai entrando nella mia assenza
goccia a goccia riempiendo la mia coppa vuota
là dove sono ombra non smetti di apparire
perchè soltanto in te le cose si fanno reali
allontani l’assurdo e mi dai un senso
ciò che ricordo di me è quello che sei
giungo alle tue sponde come un mare invisibile

Anche d’amore…

Anche d’amore…
(Alejandro Jodorowsky n. a Tocopilla, Cile il 17/2/1929)

La rosa che da giorni agonizza in questo bicchiere
non smette di concedermi la realtà del suo profumo
corpo invisibile che aderisce ai libri
che eternamente si estende nell’aria
Anche d’amore deve parlare il poeta
dissanguandosi in parole che sono la sua anima
E’ il canto degli uccelli che salutano la luna
è la morte trasformata in lingua
Non è che io solleciti le tue carezze
né tantomeno il latte che ti promette il futuro
come un cane cieco inseguo la tua assenza
i petali in cenere prima cadono a terra
poi viene il vento e li trasforma in aria
ma nella mia carne continua a persistere il loro profumo
mentre scrive il poeta agonizza
dentro un bicchiere d’acqua