XLII

XLII
(
Alberto Caeiro eteronimo di Fernando Pessoa Lisbona, Portogallo 13/6/1888 – Lisbona, Portogallo 30/11/1935)

Passò la diligenza per la strada, e se ne andò;
E la strada non divenne più bella, e neppure più brutta.
Così è l’azione umana, fuori, nel mondo.
Nulla prendiamo e nulla poniamo; passiamo e dimentichiamo;
E il sole è sempre puntuale tutti i giorni.

Dello stesso autore: Amo tutto ciò che è statoCampana del mio villaggioGli dèi sono feliciIl ragazzo che ride nella via…MetafisicaNataleNon sono nullaNon sto pensando a nienteOde alla notteSensazioneSonetto 1Voglio, avrò

Metafisica

Metafisica
(
Alberto Caeiro eteronimo di Fernando Pessoa Lisbona, Portogallo 13/6/1888 – Lisbona, Portogallo 30/11/1935)

C’è abbastanza metafisica nel non pensare a niente.

Che cosa penso io del mondo?
Che ne so cosa penso del mondo!
Se mi ammalassi ci penserei.

Che idea ho delle cose?
Che opinione ho sulle cause e gli effetti?
Cosa ho meditato su Dio e l’anima
e sulla creazione del mondo?

Non lo so. Per me pensare a questo è chiudere gli occhi
e non pensare. È fare scorrere le tende
della mia finestra (ma essa non ha le tende).

Il mistero delle cose? Che ne so cosa è mistero!
L’unico mistero è che ci sia chi pensi al mistero.
Chi sta al sole e chiude gli occhi,
comincia a non sapere cosa è il sole
e a pensare a molte cose piene di calore.
Ma apre gli occhi e vede il sole
e non può più pensare a niente,
perché la luce del sole vale più dei pensieri
di tutti i filosofi e di tutti i poeti.
La luce del sole non sa cosa fa
e per questo non sbaglia ed è comune e buona.

Metafisica? Che metafisica hanno gli alberi?
Quella di essere verdi e chiomati e di avere rami
e quella di dare frutti al momento giusto, cosa che non ci fa pensare,
noi che non sappiamo accorgercene.
Ma quale metafisica meglio della loro,
che è quella di non sapere perché vivono
né sapere che non lo sanno?

"Costituzione intima delle cose"…
"Senso intimo dell’Universo"…
Tutto questo è falso, tutto questo non vuol dire niente.
È incredibile che si possa pensare a tali cose.

È lo stesso che pensare a ragioni e fini
quando l’alba sta irraggiando e dalle parti degli alberi
un vago oro puro va perdendo l’oscurità.

Pensare al senso intimo delle cose
è in più, come pensare alla salute
o portare un bicchiere all’acqua della fontana.

L’unico senso intimo delle cose
è che non hanno alcun senso intimo.

Non credo in Dio perché non l’ho mai visto.
Se egli volesse che credessi in lui,
verrebbe senza dubbio a parlarmi
e entrerebbe dalla mia porta
dicendomi: Eccomi!

(Forse ciò suona ridicolo agli orecchi
di chi, perché non sa cosa è guardare le cose,
non capisce chi ne parla
col modo di parlare che l’accorgersi di esse insegna).

Ma se Dio è i fiori e gli alberi
e i monti e il sole e il chiarore lunare,
allora credo in lui,
credo in lui ad ogni momento,
e la mia vita è tutta una preghiera e una messa,
e una comunione con gli occhi e attraverso gli orecchi.

Ma se Dio è gli alberi e i fiori
e i monti e la luce della luna e il sole,
perché lo chiamo Dio?
Lo chiamo fiori e alberi e monti e sole e chiar di luna,
perché se egli si è fatto perché io lo vedessi
sole e chiar di luna e fiori e alberi e monti,
se egli mi appare come essendo alberi e monti
e chiar di luna e sole e fiori,
vuol dire che vuole che io lo conosca
come alberi e monti e fiori e chiar di luna e sole.

E per questo io gli obbedisco,
(che altro so io di Dio che non Dio di se stesso?),
gli obbedisco nel vivere, spontaneamente,
come chi apre gli occhi e vede,
e lo chiamo chiar di luna e sole e fiori e alberi e monti,
e lo amo senza pensare a lui,
e lo penso vedendolo e sentendolo,
e sto con lui a ogni momento.

(da: Il guardiano di greggi)

Dello stesso autore: Amo tutto ciò che è statoCampana del mio villaggioGli dèi sono feliciIl ragazzo che ride nella via…Non sono nullaNon sto pensando a nienteOde alla notteSensazioneSonetto 1Voglio, avrò