Posa il tuo piede sopra le mie spalle

Posa il tuo piede sopra le mie spalle
(Maria Grazia Calandrone n. a Milano il 15/10/1964)

Posa il tuo piede sopra le mie spalle
adopera la scala delle mie vertebre
che reggono l’atlante cerebrale
per calzare nel sacco della pelle
l’autosufficienza
della tua forma
trascorri nella cava delle ossa
come aria che suona
nelle canne degli organi
fai risuonare con il tuo respiro le pareti
dell’umida condotta di areazione
della mia gola e fai tremare l’albero bronchiale
radicato in prossimità del cuore
piega il vischio dei visceri
a formare il tuo nome
interra il massimo della tua luce nel forame
pupillare che è una spugna di luce dell’altro mondo
forma il nome del mondo con il corpo
fino a dare al mio corpo il nome del mondo. Piccoli tendini
collegheranno la sfera intelligente del tuo cranio
alla residenza mortale. Starai
come una differenza, una addizione
di splendore nel mio torrente circolatorio
fino a perdere il sangue
della solitudine
necessaria a consolidare il fenomeno
della nascita
nonostante la quale non smetterai
di stare in me come un elemento
del mio sangue perché saranno i filamenti radicali del corpo
prima della mia
volontà, a trasformare in ancora più amore
il disastro che ha fatto la tua croce
nella mia vita, a trasformare
l’osso esposto della croce
nell’aprile del non voler morire.

Della stessa autrice: Roma, all’improvviso, notteSe, da adulti, riappare

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