L’indifferenza

L’indifferenza
(Maria Luisa Spaziani Torino il 7/12/1922 – Roma 30/6/2014)

L’indifferenza è inferno senza fiamme,
ricordalo scegliendo fra mille tinte
il tuo fatale grigio.

Se il mondo è senza senso
tua solo è la colpa:
aspetta la tua impronta
questa palla di cera.

(Da: La stella del libero arbitrio)

Della stessa autrice:
E lui mi aspetterà nell’ipertempo
Forse di questo amore ancor non detto
La giovinezza
L’antica pazienza
Non chiedermi parole oggi non bastano
Quelle sue labbra ch’era peccato mordere
Rovesciamento dei ruoli
Se l’afferri con forza
Sono venuta a Parigi

Inizio di Dicembre a Croton-on-Hudson

Inizio di Dicembre a Croton-on-Hudson
(Louise Glück n. a New York, USA il 22/4/1943 – Premio Pulitzer per la poesia 1993)

Lance di sole. Lo Hudson si
Scheggia di ghiaccio.
Sento i dadi d’osso
Della ghiaia nel vento scricchiolare. Pallida
D’osso, la neve recente
Aderisce come pelliccia al fiume.
Stasi. Partivamo per consegnare
Regali di Natale quando scoppiò la gomma
L’anno scorso. Sopra le morte valve pini cimati
Da un temporale stavano, i rami spogli…
Ti voglio.

(1968)

(Traduzione di Gianni Menarini)

Della stessa autrice: Vento calante

Libertà

Libertà
(Nelson Mandela Mvezo, Sudafrica 18/7/1918 – Houghton, Johannesburg, Sudafrica 5/12/2013 – Premio Nobel per la pace 1993)

Ho camminato a lungo verso la libertà.
Ho fatto errori lungo il cammino.
Ma ho scoperto il segreto
che, dopo l’arrampicata di una grande collina,
si ritiene che vi sia molta più fatica a salire una collina.
Ho preso un momento di riposo qui,
a mirare la gloriosa meta che mi aspetta,
a guardare indietro la distanza già percorsa.
Ma posso solo riposare per un momento,
la libertà viene con responsabilità,
e oso non indugiare,
il mio lungo cammino non è terminato.

Le foreste rosa

Le foreste rosa
(Saniya Salih Siria 1935-1985)

Il proiettore del tiranno è puntato sui nostri visi.
Mangia la nostra carne.
Il treno sfreccia, sotto le nostre finestre,
trasportando stanze, nazioni, e rifiuti.
Urliamo, dalla tristezza,
i nostri cuori oscillano come frutti su un albero
le nostre lingue sputano carbone e fumo.
Sotto la luce infestata,
beviamo marciume e sconfitta.
Un autunno malconcio vive nelle catapecchie
e oscura gli edifici.
Sotterriamo le teste negli angoli,
tossiamo e gemiamo,
mentre i cavalli dei passanti nitriscono e sbuffano.
Un aeroplano passa sotto le nostre terrazze.
Le foreste rosa sono invisibili al buio.
Fantasmi abitano i castelli disabitati
irraggiungibili da proiettori di luce o binocoli;
la loro sete è più grande della fessura
attraverso la quale entrano gli stranieri;
la loro pelle è irta di spine
i loro piedi sono bocche rapaci
che divorano qualsiasi cosa calpestano.

(Da: Non ho peccato abbastanza, antologia di poetesse arabe contemporanee, Mondadori 2007)

Della stessa autrice: L’alba della notte

Proibito

Proibito
(Ahmed Fouad Negm Governatorato di Sharqiyya, Egitto 23/5/1929 – Il Cairo, Egitto 3/12/2013)

Il mio amore, una città
vestita e triste,
in ogni strada una difficoltà
e in ogni decorazione dei palazzi si legge:
è proibito svegliarsi
con il tuo amore, o dormire con esso.
Proibito il dibattito
proibito il silenzio
e ogni giorno col tuo amore
che cresce perché interdetto
e ogni giorno ti amo
ancora più di prima.

Dicembre

Dicembre
(Valerio Magrelli n. a Roma il 10/1/1957)

Minimo omaggio a John Donne

Dicembre, il lavandino si è svuotato:
tutta la luce se ne è andata via,
finché il mese sfinito, prosciugato,
giunge al cospetto di Santa Lucia.

Nel tenebrore della siccità
le mattinate sgocciolano notte,
e col solstizio dell’oscurità
l’intero anno si contrae per otte-

nere che lentamente, esile, torni
il moribondo flusso di corrente
ed un nuovo splendore inondi i giorni.

Solo così rinasce quel potente
getto di sole che rimette in moto
ruota, ciclo, marea, nascita, photos.

(Da: Il sangue amaro, 2014)

Dello stesso autore: 11 settembre 2001Ecce VideoEsistono parole che costeggianoGiovani senza lavoroL’abbraccio

Riassunto

Riassunto
(Pedro Tamen n. a Lisbona, Portogallo il 1/12/1934)

Consegno il giorno di oggi a quello di domani
come chi dà un frutto a un’altra bocca:
così, di giorno in giorno, si fa il giorno
– tranquillo, universale, indifferito.

Solo che non è il fiume che mi lava,
ma acqua definita, al suo posto.

(Traduzione di Giulia Lanciani)