La bbona famijja

La bbona famijja
(Giuseppe Gioachino Belli Roma 7/9/1791 – Roma 21/12/1863)

Mi’ nonna a un’or de notte che vviè Ttata
se leva da filà, ppovera vecchia,
attizza un carboncello, sciapparecchia,
e mmaggnamo du’ fronne d’inzalata.

Quarche vvorta se fâmo una frittata,
che ssi la metti ar lume sce se specchia
come fussi a ttraverzo d’un’orecchia:
quattro nosce, e la scena è tterminata.

Poi ner mentre ch’io, Tata e Ccrementina
seguitamo un par d’ora de sgoccetto,
lei sparecchia e arissetta la cuscina.

E appena visto er fonno ar bucaletto,
’na pissciatina, ’na sarvereggina,
e, in zanta pasce, sce n’annamo a letto.

28 novembre 1831

La buona famiglia

Mia nonna ad un’ora della sera, quando viene babbo,
smette di filare, povera vecchia,
accende un tizzo di carbone, ci apparecchia la tavola
e mangiamo due foglie d’insalata.

Qualche volta abbiamo una frittata,
che se la metti vicino ad un lume è trasparente
come un’orecchia,
quattro noci, e la cena è terminata.

Poi mentre io, babbo e Clementina
continuiamo per un paio d’ore a farci un goccetto di vino,
lei sparecchia e rassetta la cucina.

E appena arriviamo al fondo del boccale
una pisciatina, una Salve Regina
e, in santa pace, ce ne andiamo a letto.

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