Cose piccole

Cose piccole
(Paola Malavasi Viterbo 1965 – Venezia 18/9/2005)

Nel novero delle cose piccole
metterei la piantina che ho comprato al mercato.
Estati che valgono una vita e torte di compleanno tonde
come la solitudine.

Nel novero dei minimi particolari
ci sono la foglia che è spuntata ieri e il momento in cui
dalle mie mani e dal forno elettrico
lievitarono un profumo di mollica e la crosta del pane.
Le radici rinnegate, gli orchestrali piumati
che danno la sveglia al mattino
e aumentano via via che cresce la quercia.
Poi l’albero delle albicocche, quando a giugno
si macchia di frutta e non sai perché.
La consolante disperazione, non l’indifferenza.
L’alfabeto del dolore, imparato con lezioni private memorabili.

Nel novero delle cose piccole
c’è questa vita di assolo, allegretti, foglie che si aprono sempre,
farina che resuscita senza miracolo, e polvere era.
Segni scompaginati dal vento.
Però con un senso del ritmo e forse anche del metro.

(Da: A questo servono le lacrime, 2006)

Petali all’alba

Petali all’alba
(Eugenio Montejo Caracas, Venezuela 19/10/1938 – Valencia, Venezuela 5/6/2008)

Stanza dopo stanza, lampada dopo lampada,
i palazzi si risvegliano
e tutto intorno la pioggia apre i suoi petali
con un lento sussurro che percorre
sete e tendaggi.
Dormiamo dentro a un fiore che si alza
troppo lentamente sul mondo.

Tuttora ignoriamo da quale paese remoto
ci ha portati il sonno,
ma ci risulta che tra la notte e il giorno
sono passati gli anni…

La pioggia sta schiudendo la sua corolla
nel mezzo della quale ci svegliamo.
Ora so che il tuo sorriso, i tuoi capelli,
i tuoi occhi dove la notte si attarda,
la neve che cade sui tuoi seni
e queste stesse parole
sono anche petali di qualche immenso calice,
petali che si stanno aprendo, amore mio,
con lo stesso sussurro della pioggia
sui vetri.

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I miei gatti

I miei gatti
(Charles Bukowski Andernach, Germania 16/8/1920 – San Pedro, California, USA 9/3/1994)

Lo so. Lo so.
Sono limitati, hanno diverse
esigenze e
preoccupazioni
ma io li guardo e apprendo.
Mi piace il poco che sanno
che in fin dei conti
è molto.
Si lamentano ma
non si angustiano,
avanzano con sorprendente dignità.
dormono con una tale semplicità
che agli umani sfugge.
I loro occhi sono
più belli dei nostri
e possono dormire per venti ore
al giorno
senza esitazione o
rimorso.
Quando mi sento
abbattuto
devo solo guardare
i miei gatti
e mi torna il coraggio.
Studio queste
creature.
Sono i miei
maestri.

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Che sta facendo adesso

Che sta facendo adesso
(Nazım Hikmet Salonicco, Grecia 20/11/1901 ma registrato all’anagrafe il 15/1/1902, che egli stesso indicava come data di nascita – Mosca, Russia 3/6/1963)

Che sta facendo adesso
adesso, in questo momento?
È a casa? Per la strada?
Al lavoro? In piedi? Sdraiata?
Forse sta alzando il braccio?

Amor mio
come appare in quel movimento
il polso bianco e rotondo!
Che sta facendo adesso
adesso, in questo momento?
Un gattino sulle ginocchia
lei lo accarezza.
O forse sta camminando
ecco il piede che avanza.
Oh i tuoi piedi che mi son cari
che mi camminano sull’anima
che illuminano i miei giorni bui!

A che pensa?
A me? o forse… chi sa
ai fagioli che non si cuociono.
O forse si domanda
perché tanti sono infelici
sulla terra.
Che sta facendo adesso
adesso, in questo momento?

Dello stesso autore: Addormentarsi adessoAlla vitaAmo in teAngina PectorisDa quando sono finito dentroDon ChisciotteDurante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da meE’ l’albaFoglie morteGuardo in ginocchio la terraHo sognato della mia bellaI tuoi occhiIl più bello dei mariL’albero di NataleLa bambina di HiroshimaNon vivere su questa terra come un inquilinoSei la mia schiavitù sei la mia libertàTi amo come se mangiassi il pane

La libertà

2/6/1946 – 2/6/2019
Festa della Repubblica Italiana

La libertà
(Giorgio Gaber Milano 25/1/1939 – Montemagno di Camaiore, LU 1/1/2003 – Sandro Luporini n. a Viareggio il 12/7/1930)

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.

Come un uomo appena nato
Che ha di fronte solamente la natura
E cammina dentro un bosco
Con la gioia di inseguire un’avventura.
Sempre libero e vitale
Fa l’amore come fosse un animale
Incosciente come un uomo
Compiaciuto della propria libertà.

La libertà non è star sopra un albero
Non è neanche il volo di un moscone
La libertà non è uno spazio libero
Libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno
Di spaziare con la propria fantasia
E che trova questo spazio
Solamente nella sua democrazia.
Che ha il diritto di votare
E che passa la sua vita a delegare
E nel farsi comandare
Ha trovato la sua nuova libertà.

La libertà non è star sopra un albero
Non è neanche avere un’opinione
La libertà non è uno spazio libero
Libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero
Non è neanche il volo di un moscone
La libertà non è uno spazio libero
Libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto
Che si innalza con la propria intelligenza
E che sfida la natura
Con la forza incontrastata della scienza
Con addosso l’entusiasmo
Di spaziare senza limiti nel cosmo
E convinto che la forza del pensiero
Sia la sola libertà.

La libertà non è star sopra un albero
Non è neanche un gesto o un’invenzione
La libertà non è uno spazio libero
Libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero
Non è neanche il volo di un moscone
La libertà non è uno spazio libero
Libertà è partecipazione.

Dello stesso autore: C’è Solo La StradaFar finta di essere saniL’Illogica AllegriaLe elezioni

L’uomo che brucia

L’uomo che brucia
(Paolo Polvani n. a Barletta il 1/6/1951)

Forse importa alle banche un uomo che brucia?
Una grossa fiammata non ammorbidisce
il ruggito degli autobus
e i semafori
perseguono nel loro muto ammiccare.
La comunità dei colombi ne risulta
parecchio infastidita.
L’uomo in fiamme percuote stupidamente l’aria,
annaspa, affoga nella piazza, è tragico
ed è buffo. C’è una lettera. La vampata
iniziale è la firma. La solitudine
è ogni ricordo.

Dello stesso autore: Domande