BRESCIA, 28 MAGGIO 1974

  28/5/1974 – 28/5/2019
45 anni dalla Strage di piazza della Loggia

BRESCIA, 28 MAGGIO 1974
(Walter Valeri n. a Forlì nel 1949)

Dagli striscioni, dai colori, dalle facce
allegre dei compagni, dai più giovani
che sgranocchiavano popcorn e pizze calde
a tre sotto gli ombrelli, a cinque
sotto i fogli di plastica, a grappoli
sotto la loggia, avevamo capito di essere in tanti.

Poi fu il Rumore e furono le lacrime
degli addetti al potere
che udimmo in tempo, prima di prender sonno.

…era rimasta a lungo in noi l’angoscia di quei corpi
straziati li ricordavamo lì, così urgenti nei loro straccetti
goffi di sangue
privi di posa…

Poi la Confindustria
(bianca colomba dei cieli nazionali)
si disse addolorata.

…ancora nell’aria la eco degli slogan
faceva il verso alle parole che i morti fra i vivi
avevano gridato per darsi voce nel corteo
“…sotto le presse mettiamoci il padrone”…

Poi i sindacati gialli comunicarono in tivù
che avrebbero aderito al lutto nazionale
“…per la grande sciagura in offesa alla nazione”

…nessun crumiro quel giorno nella piazza
Nessun crumiro, per dio!, sotto la loggia.
Come sempre erano in fabbrica a fare un buon lavoro…

Poi il ministro si mostrò agitato, nervosa
mimando nell’aria il lamento dei morti
giunti in parlamento.

…avevamo gridato per tutta la mattina
proprio in rilievo dalla stessa fontana
“Ministro boia, boia la legge, boia i fascisti
e chi li protegge”…
(Qualcuno addirittura “figlio di puttana”)

Poi fu lo stesso ministro coi suoi sacerdoti
a presiedere le esequie nel suo grande perdono.

…durante la veglia qualcuno raccontò che una madre
lo stesso giorno, in chiesa
la più grande del paese, per il freddo del figlio, pazza
cominciò a gridare
“È mio.
Mio il dolore.
Così i gesti della sua sepoltura.
Lasciateci.
Non umiliateci coi riti che abbiamo già pagato.
Solo io saprò stendere la terra con gesti d’amore
e restituirla pietosa al suo volto
nel dire col pianto di madre la colpa
all’altro figlio che ascolta.
È mio questo figlio che muore!”…

…così facemmo circolare la voce:
venti milioni in piazza il giorno dopo
ma pochi col coraggio di dire:

rubano i morti
anche dei morti si debbono nutrire.

Cesenatico, “Sul Porto”, giugno 1974

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