Poi che per mia ventura

Poi che per mia ventura
(Veronica Gambara Pralboino, BS 30/11/1485 – Correggio, RE 13/6/1550)

Poi che per mia ventura a veder torno
voi dolci colli, e voi, chiare e fresch’acque,
e tu, che tanto alla natura piacque
farti, sito gentil, vago ed adorno,

ben posso dire avventuroso il giorno,
e lodar sempre quel desio che nacque
in me di rivedervi, che pria giacque
morto nel cor di dolor cinto intorno.

Vi veggi’ or dunque, e tal dolcezza sento,
che quante mai dalla fortuna offese
ricevute ho finor, pongo in oblio.

Così sempre vi sia largo e cortese,
lochi beati, il ciel, come in me spento
è, se non di voi soli, ogni desio.

Della stessa autrice:
Occhi lucenti e belli

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