Sonetto VII

Sonetto VII
(Vittoria Colonna Marino, RM aprile 1490 – Roma 25/2/1547)

Qual digiuno augellin, che vede ed ode
Batter l’ali alla madre intorno, quando
Gli reca il nutrimento, ond’egli, amando
Il cibo e quella, si rallegra e gode,

E dentro al nido suo si strugge e rode
Per desio di seguirla anch’ei volando,
E la ringrazia in tal modo cantando
Che par ch’oltre ‘l poter la lingua snode;

Tal io qualor il caldo raggio e vivo
Del divin sole, onde nutrisco il core,
Più dell’usato lucido lampeggia,

Muovo la penna spinta dall’amore
Interno; e senza ch’io stessa m’avveggia
Di quel ch’io dico, le sue lodi scrivo.

Della stessa autrice:
Sonetto X
Sonetto XLVI

Una risposta a “Sonetto VII”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *