L’inverno a Llanes

L’inverno a Llanes
(Martín López-Vega n. a Poo de Llanes, Spagna il 1/2/1975)

Mio nonno mi aveva parlato di queste cose: l’inverno
non è neve, così strano nelle città della costa;
l’inverno non si sente come la pioggia
ottieni le ossa, è sensazione
penetrare attraverso le mille cicatrici dell’anima,
molto lentamente, inevitabilmente. È sentimento
il freddo non nelle gambe quando si torna a casa,
ma nella punta delle dita
per ogni tocco non ricordato. effettivamente
mio nonno non mi ha mai detto queste cose; o almeno
non mi ha detto chiaramente, mi ha lasciato leggere
nella stanchezza dei tuoi occhi, o forse
Li ho letti di nascosto mentre li rileggeva
scritto in modo indelebile, acuto, con lettere di sale
nella carne viva del suo stesso cuore. Quel dolore
allora per me era incomprensibile, così vecchio.
Oggi l’inverno bussa alla mia porta, non molto forte,
perché non è necessario, perché so che non ho
altro rimedio che lasciarlo entrare, ricordai
quegli occhi; il suo modo di camminare, così veloce,
non arrivando prima, non fuggendo, consapevolmente
che accettare tardi la sconfitta non lo attenua.

Oggi le strade si aprono davanti a me
più scivoloso del solito,
congelato dai vecchi dubbi,
Esco allo stesso modo in strada,
Rassegnato, ma privo di paure,
di fronte al ghiaccio con il bastone di mio nonno.

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