La vita dell’Omo

La vita dell’Omo
(Giuseppe Gioachino Belli Roma 7/9/1791 – Roma 21/12/1863)

Nove mesi a la puzza: poi in fassciola
tra sbasciucchi, lattime e llagrimoni:
poi p’er laccio, in ner crino, e in vesticciola,
cor torcolo e l’imbraghe pe ccarzoni.

Poi comincia er tormento de la scola,
l’abbeccè, le frustate, li ggeloni,
la rosalía, la cacca a la ssediola,
e un po’ de scarlattina e vvormijjoni.

Poi viè ll’arte, er diggiuno, la fatica,
la piggione, le carcere, er governo,
lo spedale, li debbiti, la fica,

er zol d’istate, la neve d’inverno…
E pper urtimo, Iddio sce bbenedica,
viè la Morte, e ffinissce co l’inferno.

18 gennaio 1833

(Da Sonetti romaneschi)

La vita dell’uomo

Nove mesi nella puzza: poi avvolto in fasce
sempre sbaciucchiato, con le croste lattee e i lacrimoni:
poi al laccio, dentro un girello, con una vesticciola,
un copricapo e un’imbragatura al posto dei calzoni.

Poi comincia il tormento della scuola,
l’abbiccì, le frustate per punizione, i geloni per il freddo,
la rosolia, dover far la cacca sul vasetto
e un accenno di scarlattina e di vaiolo.

Poi viene il lavoro, il digiuno, la fatica;
l’affitto, il carcere, il governo,
l’ospedale, i debiti, la fica,

il sole l’estate e la neve d’inverno…
E alla fine, che Dio ci benedica,
viene la Morte e tutto finisce all’Inferno.

Dello stesso autore:
A Padron Marcello
Er caffettiere filosofo
Er callo
Er confessore
Er frutto de la predica
Er giorno der giudizzio
L’amore de li morti
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La creazzione der Monno
La Messa de San Lorenzo
Li du’ ggener’umani
Li Prelati e li Cardinali
Pasqua Bbefania

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