Una favola

Una favola
(Doris Lessing Kermanshah, Iran 22/10/1919 – Londra, Regno Unito 17/11/2013 – Premio Nobel per la letteratura 2007)

Quando mi guardo indietro mi sembra di ricordare un canto. Eppure c’era sempre silenzio in quella lunga camera calda.

Impenetrabili, quelle pareti, pensavamo,
scurite da scudi antichi. La luce
brillava sulla testa di una ragazza o di giovani membra
distese con noncuranza. E le voci basse
si levavano nel silenzio e si perdevano come nell’acqua.

Ma, nonostante tutto fosse tranquillo e caldo come una carezza,
Se uno di noi avesse tirato le tende
Una pioggia filettata cadeva indifferente, là fuori.
A volte un venticello si insinuava, disturbando le fiamme,
E creava ombre striscianti sui muri
O un lupo ululava nella lunga notte,

e, rabbrividendo, ci facevamo più vicini.
Ma per un po’ la danza continuava –
O almeno così mi sembra ora:
figure lente si muovevano calme attraverso
laghi di luce simili ad una rete dorata sul pavimento.
Sarebbe potuto continuare, come in un sogno, per sempre.

Ma tra un anno e l’altro – soffiava un vento diverso?
La pioggia aveva rovinato le pareti finalmente?
Musi di lupi si infiltrarono tra le travi cadute?

E’ tanto tempo fa.
Ma a volte mi torna alla mente la stanza con le tende
E sento quelle lontane voci giovani che cantano.

(1959)

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