Dalla spiaggia

Dalla spiaggia
(Giovanni Pascoli San Mauro di Romagna, FC 31/12/1855 – Bologna 6/4/1912)

I

C’è sopra il mare tutto abbonacciato
il tremolare quasi d’una maglia:
in fondo in fondo un ermo colonnato,
nivee colonne d’un candor che abbaglia:

una rovina bianca e solitaria,
là dove azzurra è l’acqua come l’aria:

il mare nella calma dell’estate
ne canta tra le sue larghe sorsate.

II

O bianco tempio che credei vedere
nel chiaro giorno, dove sei vanito?
Due barche stanno immobilmente nere,
due barche in panna in mezzo all’infinito.

E le due barche sembrano due bare
smarrite in mezzo all’infinito mare;

e piano il mare scivola alla riva
e ne sospira nella calma estiva.

(Da: Myricae / Tristezze/XIII)

Dello stesso autore:
A Roma eterna
Io ti dirò che t’amo!
L’aquilone
La Befana
La Domenica dell’Olivo
La felicità
La voce dei poveri
Novembre
Novembre
Pianto
Sogno
X agosto

0 pensieri riguardo “Dalla spiaggia

  1.  si triste come i cuori prima diventare incazzato nero 
    ma non servira’ perché ‘ ci sara’ qualcos’altro per essere di nuovo triste e di rincazzarsi per rintristirsi fino a che diventera’ cosi’ normale aspettarsi le tragedie ma non fare nulla per evitarle che non ci si incazzera’ piu’ e restera’ solo un’infinita triste rassegnazione 
     
    buona sera <3

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