Mi addormento, proprio così, in piedi

Mi addormento, proprio così, in piedi
(Xu Lizhi Jieyang, Cina 28/7/1990 – Shenzhen, Cina 30/9/2014)

La carta davanti ai miei occhi ingiallisce
Con un pennino d’acciaio la incido di un nero irregolare
piena di parole come officina, catena di montaggio,
macchina, libretto di lavoro, straordinari, salari…

Mi hanno addestrato ad essere docile
Non so come gridare o ribellarmi
Come lamentarmi o denunciare

So solo sfinirmi in silenzio

Quando ho messo piede la prima volta
in questo posto
speravo solo che la grigia busta paga,
il dieci d’ogni mese,
potesse donarmi un po’ di conforto

Per questo ho dovuto smussare gli angoli
e le mie parole

Rifiutare di saltare il lavoro,
Rifiutare le assenze per malattia,
Rifiutare il permesso per questioni private
Rifiutare di arrivare in ritardo,
Rifiutare di andar via prima

Alla catena di montaggio rigido come il ferro,
le mani che volano
Quanti giorni, quante notti

E’ proprio così che mi sono addormentato in piedi?

                                                              20 agosto 2011

(Da: Mangime per le macchine)

0 risposte a “Mi addormento, proprio così, in piedi”

  1. Questa Poesia ci fa vedere la cosiddetta  ‘catena di montaggio’ e l’Operaio ligio al dovere, malgrado lo sfinimento.
    Mi ha portato alla mente gli Operai (del Sud) della Fiat degli anni ’50-’60…
    Eppure la Poesia è scritta ai giorni nostri!
    Un abbraccio
    Angela

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