Sonetto CXXVIII

Sonetto CXXVIII
(William Shakespeare Stratford-upon-Avon, Regno Unito 23/4/1564 – Stratford-upon-Avon, Regno Unito 23/4/1616)

Quante volte mentre tu, mia musica, suoni
quel fortunato legno il cui vibrar risponde
sotto le tue dolci dita, e moduli con grazia
armoniosi accordi che turbano il mio ascolto,

io invidio quei tasti che agili sobbalzano
per baciare il tenero incavo della tua mano;
mentre queste mie labbra che mieterebbero tal messe,
accanto a te arrossiscono per l’ardire di quei legni.

Per esser così eccitate, cambierebbero natura
e posto con quei saltellanti tasti,
sui quali le tue dita scorrono con dolce movimento
rendendo un morto legno più felice di vive labbra.

Se quei tasti impertinenti gioiscono di questo,
lascia loro le tue dita, a me le labbra da baciare.

https://www.youtube.com/watch?v=2U6zsPtIHoo

Dello stesso autore:
L’orrore del reale
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Sonetto XVIII
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