È l’alba

È l’alba
(Nazım Hikmet Salonicco, Grecia 20/11/1901 ma registrato all’anagrafe il 15/1/1902, che egli stesso indicava come data di nascita – Mosca, Russia 3/6/1963)

S’illumina il mondo
come l’acqua che lascia cadere sul fondo
le sue impurità. E sei tu, all’improvviso
tu, mio amore, nel chiarore infinito
di fronte a me.

Giorno d’inverno, senza macchia, trasparente
come vetro. Addentare la polpa candida e sana
d’un frutto. Amarti, mia rosa, somiglia
all’aspirare l’aria in un bosco di pini.

Chi sa, forse non ci ameremmo tanto
se le nostre anime non si vedessero da lontano
non saremmo così vicini, chi sa,
se la sorte non ci avesse divisi.

È così, mio usignolo, tra te e me
c’è solo una differenza di grado:
tu hai le ali e non puoi volare
io ho le mani e non posso pensare.

Finito, dirà un giorno madre Natura
finito di ridere e piangere
e sarà ancora la vita immensa
che non vede non parla non pensa.

Dello stesso autore:
Addormentarsi adesso
Alla vita
Amo in te
Angina Pectoris
Da quando sono finito dentro
Don Chisciotte
Durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me
Foglie morte
Guardo in ginocchio la terra
Ho sognato della mia bella
I tuoi occhi
Il più bello dei mari
La bambina di Hiroshima
Non vivere su questa terra come un inquilino
Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
Ti amo come se mangiassi il pane

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