Tarda maturità

Tarda maturità
(Czesław Miłosz Šeteniai, Lituania 30/6/1911 – Cracovia, Polonia 14/8/2004 – Premio Nobel per la letteratura 1980)

Non subito
perché solo attorno ai novanta
si è aperta dentro di me la porta
e sono entrato nella chiarezza del mattino.
Sentivo allontanarsi da me una dopo l’altra
come fossero ladri le mie vite anteriori
con il loro tormento. Apparivano,
concessi al mio cesello, paesi, città, giardini,
golfi di mare, per venire descritti
meglio di tutti. Non ero
separato dagli uomini, ci univano
rimpianto e pietà, e dicevo:
Abbiamo dimenticato che siamo tutti
figli di un re, poiché veniamo da dove ancora
non c’era divisione tra il sì e il no,
né divisione tra c’è, ci sarà, c’è stato.
Siamo scontenti e facciamo uso
cento volte di meno del dono
che abbiamo ricevuto per il nostro lungo
viaggio. Atti di ieri e di secoli fa
– il colpo di una spada, il dipingerci
le ciglia davanti a uno specchio di lucido
metallo, lo spago mortale di un moschetto,
lo schianto di una caravella sugli scogli –
abitano dentro di noi e aspettano
il loro compimento. Ho sempre
saputo che sarei stato il lavoratore
di una vigna così come tutti gli uomini
che vivono il mio tempo, consapevoli
di ciò oppure inconsapevoli.

Dello stesso autore:
Sortilegio

Roseto Capo Spulico

Roseto Capo Spulico
(Dante Maffia n. a Roseto Capo Spulico, CS il 17/1/1946)

Pietre e muschio:
i muri agonizzanti
protesi verso il mare.

Meno male che le rose
hanno abbracci d’acqua
e costringono la luna a ridere
di porta in porta.

(Da: Di rosa e di rose)

Dello stesso autore:
Anche quando lo dici per scherzare
Che cosa non darei
Chissà perché ti amo
Dall’altra riva
I marinai sognano
Il disastro degli addii
Prima che il vento

Il sogno del sognatore

Il sogno del sognatore
(Paolo Buffoni Damiani n. a Genova nel 1963)

Il sognatore
quando entra nel sogno
il sogno è finito.
non era questo
che aveva sognato…
avrebbe preferito
un bel trip ben più prolungato.
alla fine del sogno
che è appena iniziato
ogni sognatore è un po’
Amareggiato.

Nel cesto della biancheria sporca

Nel cesto della biancheria sporca
(Patrizia Cavalli n. a Todi, PG il 17/4/1949)

Nel cesto della biancheria sporca
riconosco l’estate,
i pantaloni leggeri le magliette.

Avevo troppa fretta di partire
per potermi fermare a ripulire
le tracce della corsa.

Ma prima bisogna liberarsi
dall’avarizia esatta che ci produce,
che me produce seduta
nell’angolo di un bar
ad aspettare con passione impiegatizia
il momento preciso nel quale
il focarello azzurro degli occhi
opposti degli occhi acclimatati
al rischio, calcolata la traiettoria,
pretenderà un rossore
dal mio viso. E un rossore otterrà.

Della stessa autrice:
Addosso al viso mi cadono le notti
Anche quando sembra che la giornata
Dolcissimo è rimanere
Esseri testimoni di se stessi
Ma davvero per uscire di prigione
No, io non posso amare quel che sei
Sarebbe certo andato tutto bene
Se ora tu bussassi alla mia porta
Tra un po’ tutti all’inferno

Territudine

Territudine
(Eugenio Montejo Caracas, Venezuela 19/10/1938 – Valencia, Venezuela 5/6/2008)

Stare qui per anni sulla terra,
con le nubi che arrivano, con gli uccelli,
sospesi a fragili ore.
A bordo, quasi alla deriva,
più vicini a Saturno, più lontani,
mentre il sole fa un giro e ci trascina
e il sangue percorre il suo profondo universo
più sacro di tutti gli astri.

Stare qui sulla terra: non più lontani
di un albero, né più incomprensibili,
leggeri d’autunno, gonfi d’estate,
con ciò che siamo o non siamo, con l’ombra,
la memoria, il desiderio, fino alla fine
(se c’è una fine) voce a voce,
casa per casa,
sia chi porta la terra, se la portano,
o chi l’attende, se l’attendono,
dividendo insieme ogni volta il pane
in due, in tre, in quattro,
senza dimenticare gli avanzi per la formica
che sempre viaggia da remote stelle
per essere puntuale all’ora della nostra cena
sebbene le briciole siano amare.

Dello stesso autore:
Credo nella vita
Fino a quando girerà la terra
Guarda settembre: nulla si è perduto
La poesia attraversa la terra in solitudine
Una solitudine qualsiasi

Crepuscoli viola

Crepuscoli viola
(Edith Södergran poetessa finlandese di lingua svedese
San Pietroburgo, Russia 4/4/1892 – Raivola, Russia 24/6/1923)

Crepuscoli viola porto in me, dall’origine,
vergini nude, che giocano con centauri galoppanti…
Giorni di sole gialli con magnifici sguardi,
solo i raggi del sole degnamente festeggiano un tenero corpo di donna…
L’uomo non è venuto, non c’è mai stato, mai ci sarà…
L’uomo è uno specchio fallace, che la figlia del sole getta furiosa contro il fianco della rupe,
l’uomo è una menzogna, che non capiscono i bimbi innocenti,
l’uomo è un frutto marcio, che disdegnano le labbra fiere.

Sorelle care, venite in alto, sù sulle rocce più salde,
siamo tutte guerriere, eroine, amazzoni,
occhi innocenti, fronti di cielo, larve di rosa,
ondate grevi e uccelli smarriti,
siamo i rossi meno attesi e più profondi,
macchie di tigre, corde tese, stelle senza vertigine.

Della stessa autrice:
A Eros
Istinto
Niente
Notturno

Ama il cigno selvaggio

Ama il cigno selvaggio
(Luis Rogelio Nogueras El Vedado, Cuba 17/11/1944 – L’Avana, Cuba 6/7/1985)

Non cercare di posare le tue mani sul suo collo innocente
(anche la più dolce carezza le sembrerebbe
il brutale tocco del carnefice).
Non provare a sussurrargli il tuo amore, o le tue pene
(la tua voce lo spaventerebbe come un tuono nel cuore della notte).
Non muovere l’acqua dalla laguna non respirare.
Per essere tuo dovrebbe morire.

Adattati alla sua selvaggia lontananza
con la sua aliena bellezza
(se gira la testa nasconditi nell’erba).
Non rompere l’incantesimo di questo pomeriggio d’estate.
Ingoia il tuo amore impossibile.
Amalo libero.
Ama il modo in cui ignora che tu esisti.
Ama il cigno selvaggio.

Rispettare il passato

Rispettare il passato
(Wang Guozhen Pechino, Cina 22/6/1956 – Pechino, Cina 26/4/2015)

Non serve
che parli
del tuo amore passato
non dirmi
che il tuo amore passato
è stato un errore
nelle notti stellate
davvero hai camminato
con l’altro
piano piano
lungo le piccole strade
devi ricordare bene
la luce della luna
come l’acqua
non negare
il tuo amore passato
è bellezza
tutto ciò
che è fatto
con cuore sincero
non si può rinnegare
in futuro
non mi lamento
mia cara
rispetta il passato
amami sinceramente

(Da: La marea della giovinezza)

Oh Estate!

Oh Estate!
(Pablo Neruda Parral, Cile 12/7/1904 – Santiago, Cile 23/9/1973 – Premio Nobel per la letteratura 1971)

Oh estate
abbondante,
carro
di mele
mature,
bocca
di fragola
in mezzo al verde,
labbra
di susina selvatica,
strade
di morbida polvere
sopra
la polvere,
mezzogiorno,
tamburo
di rame rosso,
e a sera
riposa
il fuoco,
la brezza
fa ballare
il trifoglio, entra
nell’officina deserta;
sale
una stella
fresca
verso il cielo
cupo,
crepita
senza bruciare
la notte
dell’estate.

Dello stesso autore:
Acqua sessuale
Corpo di donna
Dietro di me sul ramo voglio vederti
Donna Completa – Sonetto XII
Dove sarà la Guglielmina?
Due amanti felici – Sonetto XLVIII
È il mattino pieno
Gente di terra italiana
Ho fame della tua bocca
Il bacio
Il figlio
Il silenzio
Il tuo sorriso
L’amore
L’esilio
La poesia
La povertà
Lo sciopero
Non t’amo come se fossi rosa di sale – Sonetto XVII
Non t’amo se non perché t’amo – Sonetto LXVI
Nuda – Sonetto XXVII
Ode al cane
Ode al fiore azzurro
Ode al giorno felice
Ode al libro II
Ode al primo giorno dell’anno
Ormai sei mia – Sonetto LXXXI
Per il mio cuore
Perché tu mi oda
Prima d’amarti
Quando il riso ritira dalla terra
Qui stanno il pane, il vino, la tavola, la dimora
Se saprai starmi vicino
Spiego alcune cose
Tristissimo secolo
Un giorno, uomo o donna, viandante…