Bandiere di Maggio

Bandiere di Maggio
(Arthur Rimbaud Charleville-Mézières, Francia 20/10/1854 – Marsiglia, Francia 10/11/1891)

Ai chiari rameggi dei tigli
Muore un estenuato hallalì.
Pure, spiritose canzoni
Volteggiano tra l’uva spina.
Che rida nelle vene il nostro sangue,
Ecco di sè fare intrico le vigne:
Leggiadro cielo come un angelo.
Si toccano l’onda e l’azzurro.
Esco. Se mi penetra un raggio,
Mi lascerò cadere sopra il muschio.

Aver pazienza o provar tedio
È semplice, troppo. Via via, mie pene.
Voglio che l’estate drammatica
Al carro suo mi avvinca di fortuna.
Che molto per tuo tramite, Natura,
– Oh, meno solo e annichilito! – muoia.
Al contrario i Pastori, è strano,
Muoiono pressapoco per il mondo.

M’usino pure le stagioni.
A te, Natura, m’abbandono;
Con la mia fame e con la sete tutta.
Tu dammi, ti prego, acqua e nutrimento.
Niente di niente ormai m’illude;
Ridere al sole è un pò ridere ai tuoi,
Ed io non voglio più ridere a nulla;
Dunque, libera sia questa sventura.

Dello stesso autore:
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Il male
L’addormentato della valle
La mia Bohème
Ofelia
Sognato per l’inverno

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