Consigli a un amante abbandonato

Consigli a un amante abbandonato
(Fleur Adcock n. a Auckland, Nuova Zelanda il 10/2/1934)

Prova a pensarci: se trovassi un uccello morto,
non solo morto, non solo caduto,
ma pieno di vermi: proveresti
più pena o più disgusto?

La pena è per il momento della morte,
e per quelli successivi. Si trasforma
con la decomposizione, col fetore insinuante
e i vermi saprofaghi che ingrassano e si dimenano.

Se torni più tardi, invece, troverai
una figurina d’ossa linde, alcune penne,
simbolo inoffensivo di ciò
che un tempo visse. Niente di raccapricciante.

Ti è chiaro adesso? Ma forse trovi
che l’analogia che ho scelto
per la nostra storia finita sia piuttosto macabra –
un paragone spiacevole.

L’ho scelto apposta. In te
vedo i bachi vicino alla superficie

sei divorato dal vittimismo
e strisci sgradevole e patetico.

Se ti toccassi sentirei sotto le dita
pelle di verme grassa e umidiccia.
Non chiedermi pietà adesso:
sta’ lontano finché le tue ossa non sono pulite.

0 risposte a “Consigli a un amante abbandonato”

  1.  
    A mio ricordo, è la prima volta che non mi piace una Poesia.
    No, non si può comparare una separazione amorosa, seppur si è stati lasciati, alla decomposizione! 
    Perdonami Piero, ma la sensazione è stata molto negativa.
    A Te un abbraccio.
    Angela  

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