C’è chi nasce un mattino

C’è chi nasce un mattino
(Helle Busacca San Piero Patti, ME 21/12/1915 – Firenze 15/1/1996)

C’è chi nasce un mattino
tirato a lucido, un banco
di nubi che indietreggia di là dal limite
dell’orizzonte a incurvare
i grattacieli e i campanili
di milano in una bolla di quarzo
il viale sotto casa con le foglie rosse
e d’oro a felpargli il passo in un sontuoso
tappeto indiano,
                                 mattini
tersi di novembre che pare
aprile e la rosa sul terrazzo
illusa mette le foglioline
nuove,
             “crede che sia
primavera”, ti dicevo.
                                    E c’è
come te e me, chi è nato
con la nebbia che nessun sole potrà forare
cupa da cataclisma
giornata conchiusa in un giro
inesorabile di ventiquattro
ore, la nebbia precipita
in pioggia melma le strade
le gore che straripano la tramontana
che rapprende al tuo brancolare
un lastrico di ghiaccio su cui stramazzi,

e quando è l’ora ventiquattresima
non ti riguarda più se entro un attimo
il cosmo scatterà in una nuova alba.

Della stessa autrice: Questa manoUna poesia (CXV)

0 risposte a “C’è chi nasce un mattino”

  1. Ci sono mattini in cui sembra sempre primavera, perché siamo o ci sentiamo giovani e spensierati e ci sono giorni in cui il mattino non esiste più, perché si è fatta notte, una notte di cupa e inguaribile malinconia.

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