… si tratta di aprirla questa porta

… si tratta di aprirla questa porta
(Alberto Bevilacqua Parma 27/6/1934 – Roma 9/9/2013)

… si tratta di aprirla questa porta
di entrarci in questa camera sigillata da tempo
senza chiedersi
chi fu a chiuderla, e perché è accaduto
… era talmente affollata di musica, di voci
aveva un suo così definito tempo
ma il tempo si è frantumato in tanti tempi
minori, sparsi,
e i suoni
i suoni si sono persi ciascuno per la propria
strada, viottoli o grandi viali,
sottoporre a un processo cronologico
suoni, tempi,
silenzi, sottosilenzi,
le lontananze buie e le luminose
… il pianoforte
ad esempio, anzi l’esempio perfetto,
è bianco di polvere:
si potrebbe incidere le note con la punta di un dito
… dare aria:
lasciare che l’aria si dia da sola
che l’ordine stesso e il senso delle cose
si ricompongano per propria convinzione,
cominciare da un inizio
lasciando che sia l’inizio a rivelarsi
… non c’è volontà che valga
per chi vuole rendere
di nuovo praticabile un luogo della sua anima.

(Da: La camera segreta)

Dello stesso autore: Amore, convincitiIl tuo nome

Saper osare

Io credo che la vita per chi osa tentare
Possa essere una gioia
Quale non è in mio potere d’intendere
Né di attestare con le labbra.
Io credo che potrebbe dilatarsi
Il mio cuore di prima, finché l’altro
Mi apparisse come la breve riva
Al confronto del mare.
Io credo che ogni giorno potrebbe essere
Come un’investitura
E la pompa regale esser più facile
Di uno stile minore.
Non la triste apprensione che un cambiamento avvenga,
nessun’ombra sul fiore,
nessun trasalimento per l’orecchio dell’ansia
né fallimento, né condanna,
ma certezze solari,
la piena estate della mente,
perenne Sud dell’anima,
remota ormai la sua era glaciale.

— EMILY DICKINSON —

immagine dal web

Qualità di morte

Qualità di morte
(Vito Riviello Potenza 1/9/1933 – Roma 18/6/2009)

Ci scappa il morto!
Ci sta scappando
il morto ci è scappato.
È fuggito in una morte seria
                       d’occhi compiti
e vasi etruschi
fuggendo dalla morte nemica
di bossoli nutrita.
Morti perfettamente uguali
            pur nelle distinzioni
                                             ipocrite
dell’orride devastazioni.
Come faranno le religioni
a riconoscere gli accoliti.
Solo chi li vede non li distingue
in cadaveri rossi o azzurri.
Da un morto all’altro stiamo fuggendo
sotto il manto delle stelle.
Se dal torbido sogno
            mi svegliassi antilope
apprenderei la virtù dei forti.

(Da: Assurdo e familiare)