Era una splendida domenica di settembre

Era una splendida domenica di settembre
(Václav Havel Praga, Rep. Ceca 5/10/1936 – Hrádeček, Rep. Ceca 18/12/2011)

Era una splendida domenica
di settembre nel parco, io e un amico
notammo uno sconosciuto, a terra,
che lottava tra la vita e la morte.
Lo portammo dal medico più vicino,
un vecchio austero.
Lo visitò per un’ora
gli fece varie iniezioni
lo rifocillò e gli diede da bere
(l’ultimo caffè che aveva in casa).
Io e il mio amico cominciammo
a temere
di dover sborsare una bella somma
e ci chiedevamo dove avremmo trovato
i soldi per pagare.
E quando poi ci diede la ricetta
per farlo ricoverare in ospedale
ci infilò un biglietto da 25 corone:
per il taxi… borbottò
e arrossì persino:
Dopo alcuni mesi leggemmo
che quel medico
era stato condannato a morte
per tradimento e attività sovversiva.
Allora penso di aver capito
per la prima volta vagamente
cosa sia pena di morte.

Dello stesso autore: La speranzaSperanza e ottimismo

0 risposte a “Era una splendida domenica di settembre”

  1. Chissà, fore la poesia fu scritta in occasione della ‘primavera di Praga’? O forse di una delle tante primavere che poi finiscono per diventare artefici di altri tirannelli e di altre dittature.

  2. Pensiamo che la pena di morte sia un metodo estremo per punire i colpevoli di delitti efferati, ma troppo spesso ne fanno un metodo spiccio per eliminare avversari politici, gente che dà fastidio al tirannello di turno. Il poeta Havel lo capì quel giorno, ma avrebbe preferito non capirlo mai.

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