Questa felicità

 

Questa felicità promessa o data
m’è dolore, dolore senza causa
o la causa se esiste è questo brivido
che sommuove il molteplice nell’unico
come il liquido scosso nella sfera
di vetro che interpreta il fachiro.
Eppure dico: salva anche per oggi.
Torno torno le fanno guerra cose
e immagini su cui cala o si leva
o la notte o la neve
uniforme del ricordo.

— Mario Luzi —

video dal web

Invocazione a Venere

Invocazione a Venere
(Saffo Ereso, Isola di Lesbo, Grecia 640 a.C. circa – Leucade, Grecia 570 a.C. circa)

Afrodite, trono adorno, immortale,
figlia di Zeus, che le reti intessi, ti prego:
l’animo non piegarmi, o signora,
con tormenti e affanni.

Vieni qui: come altre volte,
udendo la mia voce di lontano,
mi esaudisti; e lasciata la casa d’oro
del padre venisti,

aggiogato il carro. Belli e veloci
passeri ti conducevano, intorno alla terra nera,
con battito fitto di ali, dal cielo
attraverso l’aere.

E presto giunsero. Tu, beata,
sorridevi nel tuo volto immortale
e mi chiedevi del mio nuovo soffrire: perché
di nuovo ti invocavo:

cosa mai desideravo che avvenisse
al mio animo folle. “Chi di nuovo devo persuadere
a rispondere al tuo amore? Chi è ingiusto
verso te, Saffo?

Se ora fugge, presto ti inseguirà:
se non accetta doni, te ne offrirà:
se non ti ama, subito ti amerà
pur se non vuole.”

Vieni da me anche ora: liberami dagli affanni
angosciosi: colma tutti i desideri
dell’animo mio; e proprio tu
sii la mia alleata.

Della stessa autrice: All’amataDicono alcuni sulla nera terraLa cosa più bellaLa dolce melaNozzePlenilunioVorrei veramente essere morta…

Ben venga maggio

Ben venga maggio
e ‘l gonfalon selvaggio!
Ben venga primavera,
che vuol l’uom s’innamori:
e voi, donzelle, a schiera
con li vostri amadori,
che di rose e di fiori,
vi fate belle il maggio,
venite alla frescura
delli verdi arbuscelli.
Ogni bella è sicura
fra tanti damigelli,
ché le fiere e gli uccelli
ardon d’amore il maggio.
Chi è giovane e bella
deh non sie punto acerba,
ché non si rinnovella
l’età come fa l’erba;
nessuna stia superba
all’amadore il maggio
Ciascuna balli e canti
di questa schiera nostra.
Ecco che i dolci amanti
van per voi, belle, in giostra:
qual dura a lor si mostra
farà sfiorire il maggio.
Per prender le donzelle
si son gli amanti armati.
Arrendetevi, belle,
a’ vostri innamorati,
rendete e cuor furati,
non fate guerra il maggio.
Chi l’altrui core invola
ad altrui doni el core.
Ma chi è quel che vola?
è l’angiolel d’amore,
che viene a fare onore
con voi, donzelle, a maggio.
Amor ne vien ridendo
con rose e gigli in testa,
e vien di voi caendo.
Fategli, o belle, feste.
Qual sarà la più presta
a dargli el fior del maggio?
-Ben venga il peregrino.-
-Amor, che ne comandi?-
-Che al suo amante il crino
ogni bella ingrillandi,
ché gli zitelli e grandi
s’innamoran di maggio.-

— Poliziano —

 

immagine dal web

Giornalismo

Giornalismo
(Juan Gelman Buenos Aires, Argentina il 3/5/1930 – Città del Messico 14/1/2014)

Alla mattina alle dieci gli impiegati della giustizia
si misero a urlare contro l’ingiustizia del loro magro salario
alle undici si scoprirono certe manovre delittuose
alle dodici il partito democratico borghese confermò di essere democratico e borghese
ci fu un concorso in municipio
crebbe la carestia di vita
si pranzò in generale in maniche di camicia di fronte a un buon vino
la legge organica della polizia non soffrì di grandi varianti
all’una alle due del pomeriggio sotto la gloria del gran giorno
altre città del paese ricordarono i loro fondatori i loro banditi
gli enti locali promossero decisioni contrarie
il sud continuò al sud
il presidente alle quattro ricevette il suo decimo magnate del petrolio
alle cinque mi scocciai
però alle sei ti vidi
dopo tanti anni ti vidi alle sei e mi turbai come un bimbo
il passato saliva come i tuoi dolci seni
ed erano le sei di una dolcezza come un violento oblio
ora ci sono delle lentiggini sul tuo collo e la tua voce era attuale
di modo che alle sette non facevi più notizia
cominciava il crepuscolo
usciva la gente dal lavoro
cresceva la carestia di vita
si scoprivano nuove manovre delittuose
in lungo e in largo nel paese.

Dello stesso autore: Maria la servaPoesie col figlio

Ti aspetto sulla Via Lattea

Ti aspetto sulla Via Lattea
(Francesca Genti n. a Torino il 27/6/1975)

Ti aspetto sulla Via Lattea
al chilometro numero nove
dove comincia il sentiero per Sirio.
(in questa o nella prossima vita).
non è un mio patetico delirio
né il sogno pazzo di un amante:
è l’eterno-presente-desiderio
che gioca fino in fondo la partita.
è l’amore, indistruttibile diamante.

Della stessa autrice: Ciao, non sono un pandaIstruzioni per costruire oggi la rivoluzione

Ragusa, licenziato per 5 euro impiegato di 30 anni si toglie la vita

     Festa del lavoro e dei lavoratori

Ragusa, licenziato per 5 euro impiegato di 30 anni si toglie la vita
(
Alessandra Carnaroli n. a Fano, PU il 13/4/1979)

Ragusa, licenziato per 5 euro impiegato di 30 anni si toglie la vita
L’uomo si è impiccato dopo aver perso il posto.

C’aveva un figlio piccolo si è messo una corda al collo
si è messo la testa in quel posto nel cappio dove ci entra giusto il collo
e poi si strozza dicono che aveva rubato cinque euro
aveva incassato cinque buoni da un euro
Cinque buoni da un euro alla cassa del supermercato dove lavorava
l’hanno licenziato per cinque buoni da un euro
si è messo in testa di morire si vergognava troppo
la moglie lo ha cercato cerca e cerca era nella casa al mare
ma non c’aveva il costume non c’aveva l’asciugamano

cosa ci sei venuto a fare amore mio senza il costume
a fare il bagno no
a prendere il sole no
sei venuto a morire sotto il tetto per cinque buoni da un euro
mi lasci sul pavimento col tacco lucido quasi nuovo
Mi lasci con un figlio piccolo senza secchiello
non lo sapevo che eri venuto qui con la corda se no portavo il secchiello
Ti vergognavi molto
Se tu c’hai trent’anni io madonna ce ne ho ventotto e ho lasciato il gas aperto
il bambino dal nonno che deve pagarci l’affitto da quando hai perso il posto
ma tu lo sai che ti amo lo stesso ti stiro i calzetti per farli morbidi ti aspetto se è notte
e fai la chiusura ti aspetto anche se non chiudi più niente perdi l’acqua
Dicono che hai scritto un biglietto con la grafia incerta
ma tu per me scrivevi benissimo c’avevi la licenza di terza
dicono che non toccavi neanche ma se eri in mare vivevi lo stesso
perché eri bravo a nuotare nuotavi bene non era come la grafia
che invece era incerta hai scritto
a mia moglie
per cinque buoni da un euro

(Da: Prec’arie)