Del dolore e dell’amore

 

Una vita spesa
a bruciare i crocefissi
Nei giorni appesi ai chiodi.

È fobia di meschine carestie.
Sono legni di vetro e spine di riccio.

Non sono degna neppure
di una croce, quando le spalle
rinnegano scivolando.

È come Pietro la mia ira
una tempesta di fughe e viltà.

Troppe volte ho scritto
a nuovo
l’incipit della mia vita.

La mandibola si dilata rapace
e macera l’inquietudine.

Amo il doppio di Venere,
ma Giove e Marte
si contendono lo scudo.

Ho conosciuto
Sodoma e Gomorra,
non voglio perire
nelle macerie di Babele.

Rivendico il diritto di sognare.

— Adele Desideri —

 

immagine dal web

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