La sorgente

Luna dell’alpe, gioventù del cielo,
al rameggio silente d’ogni stilla
un virgulto di nuvola dal gelo
della tua notte scioglie la tranquilla

profondità dell’aria. Nella chiara
sorgente della voce non ha vólto,
veste non ha quel lievito di rara
esilità tremante.

E la montagna che risalta al diedro
del suo bilico fermo incrina appena
la gramolata pallida di vetro
dei suoi ghiacci lunari nella vena

di quel canto di sete che non sbocca.
Com’è fragile il soffio dell’amore
che gela nella morte appena tocca
la sua purezza, ogni sorgente muore
della sua sete nel vedere l’onda..

— ALFONSO GATTO —

 

immagine dal web

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Vai alla barra degli strumenti